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Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.

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    solo un punto del programma, Souvarine, non avrebbe accettato: quello che concerneva l’istruzione, giudicandolo un’ingenuità sentimentale, lui che nella sacra e salutare ignoranza vedeva la condizione necessaria perché il carattere dell’uomo si ritemprasse.

    Émile Zola, Germinale

    Il Primo Maggio

    Cos’è il Primo Maggio?
    Credo che fatichiamo a capirlo oggi. Quel che è stato il lento, faticoso e spesso sanguinoso percorso che operai oppressi e ridotti in condizioni disumane hanno compiuto da metà ‘800 in poi noi non possiamo capirlo leggendo la scarna proposta della Wikipedia o da qualche resoconto giornalistico. Ci viene in soccorso la verità poetica e a chi fosse interessato suggerisco caldamente “Germinale” di Émile Zola; un anno di vita in miniera a fine ‘800, le lotte e lo sciopero animati da confuse idee socialiste, inquinate da nichilismo anarchico… Leggete “Germinale” se volete accostarvi al dolore e alle sofferenze di quelli, infine, che sono stati i nostri nonni o al massimo, se siete giovani, bisnonni: 130-140 anni fa. Poi le follie europee delle due guerre, e da quella fucina uscire idee più mature, classi dirigenti consapevoli; le nuove lotte del secondo dopoguerra hanno un ben altro livello di consapevolezza fino agli anni ‘60 e ‘70…
    Poi tutto ha cominciato a correre in fretta e forse oggi il sindacato deve trovare un nuovo linguaggio, la classe operaia una nuova identità e i lavoratori tutti una nuova visione.
    In ogni caso è opportuno, credo necessario, guardare al passato e ricordare chi eravamo, e il Primo Maggio serve a questo.

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