Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Troppo presi dai nostri problemi (se il firewall di 450 miliardi varato dal G20 sarà misura sufficiente, se coi ritrovati Cassano e Balotelli agguanteremo la finale… cose così) diamo solo occhiate distratte a quanto succede nel mondo, anche perché le notizie più cruente fanno ormai poca notizia, figuriamoci le altre.
Una delle cose che accadono nel mondo, anzi una serie preoccupante di cose, hanno a che fare con l’integralismo religioso che priva progressivamente le popolazioni dei loro diritti civili e, in casi sempre più frequenti, li priva della loro vita.
Nella vicina Turchia, per esempio, le donne sono scese in piazza per difendere il diritto all’aborto contro Erdogan che lo considera un crimine peggiore delle stragi di Curdi con le quali si diletta periodicamente il regime (di qualunque orientamento, va detto).
In Nigeria domenica c’è stata l’ennesima strage di cristiani grazie all’efficiente e incontrastata Boko Haram.
In Birmania è quasi guerra civile fra buddisti e islamici.
Poi ci sono le notizie piccine, che non riguardano intere popolazioni ma singole persone, come il caso di Intisar che sta per essere lapidata in Sudan; e non si tratta semplicemente di un caso orrendo di giustizia primitiva, ma di una “giustizia” fondata su arcaiche interpretazioni religiose…
Notizie di questo genere ci accompagnano ormai ogni giorno ma nei media italiani sono solitamente relegate in pagine interne perché la grande concentrazione su noi stessi ha bisogno di molto più spazio, e i commenti sugli Europei di calcio valgono da soli alcune pagine di giornale. E invece dovremmo meditare un po’ di più su questi disastri. Se in Europa le manifestazioni di estrema ottusità e fanatismo religioso si manifestano oggi solo (solo?) con il contrasto dei diritti civili (su più o meno tutti i temi relativi a sessualità, famiglia e fine vita), appena oltre i nostri confini l’intolleranza si trasforma rapidamente in tragedia, assassinio e genocidio.
Tutte le religioni vi sono coinvolte; anche i cristiani (che in Africa e Asia sono sovente minoranza e più spesso vittime che carnefici), i buddisti (malgrado la stereotipata etichetta di simpatia che suscitano), gli islamici. Laddove da secoli popolazioni di religione diversa convivevano pacificamente, da alcuni decenni le armi e il desiderio di sterminio stanno sopravanzando, e l’Europa non è immune da questo contagio (ricordiamoci, ogni tanto, dei già dimenticati Balcani).
Il radicalismo religioso è un atroce pericolo dei prossimi anni. L’idea di essere dalla parte di Dio e di non poter tollerare i seguaci delle divinità altrui, e poter imporre la parola di Dio in punta di fucile, e l’idea che trucidare un infedele sia in sé un atto buono e giusto che Dio premierà con riconoscenza ebbene, questa idea, che sta dilagando per il mondo, deve riempirci di timore assai più delle sorti dell’Euro.
Oggi non trovo notizie particolarmente ispiratrici per scrivere il mio post (semi)quotidiano. Sembra una banale, stanca, normale giornata festiva senza nulla di eccitante, senza notizie sensazionali.
Prendete la prima pagina del Corriere on line, per esempio:
Che noia! Viviamo davvero in un Paese noioso…
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