Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Per chi ancora pensa che la “Primavera araba” sia stata una manifestazione di liberazione e progresso, che i “Fratelli musulmani” siano comunque interlocutori moderati per l’Occidente e, specialmente, che la condizione della donna sia migliorata, prego di leggere questo terrificante reportage di Giovanna Loccatelli sulla Repubblica (Cliccate QUI).
Guardate bene queste due foto. La prima è del Presidente egiziano Morsi, espressione dei Fratelli Musulmani, aspirante dittatore. La seconda è dei manifestanti egiziani a piazza Tahrir che cercano di impedire la deriva islamista, autoritaria, dispotica di Morsi e dei “Fratelli”. Dopo la “Primavera araba” è arrivato l’Inverno islamico. Povero Egitto!
(Per seguire l’evoluzione in diretta: #tahrir su Twitter)
Troppi pochi gli articoli che i nostri giornali dedicano alla delicata e drammatica fase politica egiziana che vede il presidente Morsi, esponente della Fratellanza Islamica, procedere verso il potere assoluto con continue manovre autocratiche volte a estendere i suoi poteri in modo illimitato. L’opposizione a Morsi - fra cui molti che votarono per Morsi alle elezioni presidenziali - è scesa in piazza ieri sera a Mahalla, Il Cairo, Alessandria, scontrandosi con giovani sostenitori del nuovo dittatore e con la polizia. Molti feriti, un morto.

Chi pensava che i Fratelli Musulmani fossero la faccia moderata e presentabile dell’islam al potere dopo le “primavere arabe” si deve ricredere definitivamente. Sono solo più “politici” dei rozzi fondamentalisti armati di kalashnikov, sanno come lusingare il popolo, concorrono semmai per le elezioni, ma il potere assoluto è per loro l’unico obiettivo, e si tratta di potere islamico, di un potere ispirato dall’assoluta idea di “verità” che solo la religione può suggerire. Nel loro programma c’è la lotta all’Occidente, c’è la religione unica e il pensiero unico. Il loro è un programma dispotico, fascista.
(Un post precedente, che preannunciava questa drammatica svolta, lo potete leggere QUI)
(28 Novembre 2012)
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Altri post su questioni estere?

Trovo sulla Stampa la notizia dell’abolizione dell’eguaglianza uomo-donna nella nuova Costituzione tunisina. Nella provinciale stampa italiana zeppa di articoli su Lele Mora e le farneticazioni di Grillo non ho trovato nulla di più di questo breve accenno che fa riferimento a una proposta (approvata da una commissione per la redazione della nuova Costituzione) che molto probabilmente diverrà a breve legge a tutti gli effetti grazie al ruolo fondamentale dei partiti islamici.
Questa norma si accompagna ad altre, nella stessa Costituzione, sollecitate dal partito islamico Ennahdah, quali l’”offesa ai valori religiosi” per la quale si potrà finire in prigione.
Non sono mai stato entusiasta della cosiddetta “primavera araba” proprio perché mi pareva chiaro che sarebbe stato questo l’epilogo: dopo anni di dittature e oligarchie dispotiche la rivolta non poteva che essere guidata da valori islamisti; ciò che vedremo anche in Siria a breve.
E - sia chiaro - stiamo parlando di partiti islamici etichettati come “moderati” dalla stampa occidentale. La geopolitica mediterranea dovrà purtroppo essere riscritta.
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Su questo tema:
O gli egiziani hanno un ordinamento costituzionale veramente bizzarro o la mossa del neo presidente Morsi ha il segno della forzatura al limite dell’accettabilità.
Non molto tempo fa la Corte Costituzionale di quel Paese aveva annullato il Parlamento appena eletto perché aveva ravvisato un difetto costituzionale nella legge elettorale. La cosa fece effettivamente discutere e gridare al golpe perché il parlamento eletto ero molto filo-islamico e la Corte - residuo del potere militare preesistente - era tacciata di comportamenti faziosi. Una cosa possibile che però ha consentito, alla fine, l’elezione di Morsi - esponente dei Fratelli Musulmani - quale Presidente. Riepilogando: il vecchio potere militare legato all’ex Presidente Mubarak può avere ingoiato molto male la crescita dei Fratelli (e la Corte Costituzionale può avere commesso forzature conseguenti) ma alla fin fine non si è messo di traverso e ha lasciato onestamente la vittoria (meritata) a Morsi.
Ora però Morsi annulla la sentenza della Corte Costituzionale, instaura il Parlamento come eletto a Giugno (dove quindi la sua fazione ha la maggioranza) per scrivere la nuova Costituzione. E’ legittimo? Anche supponendo una forzatura faziosa e occulta della Corte Costituzionale dovrebbe essere evidente che Morsi ha compiuto a sua volta una forzatura, in questo caso palese, contrapponendosi contro un altro organo dello Stato per favorire la sua parte in modo da arrivare a una nuova costituzione a lui amica, ovvero amica dei Fratelli Musulmani e dell’ideologia islamista che incarnano (legge coranica, avversità all’Occidente etc.). I militari fremono.
Mentre accade questo gli Stati Uniti - per miserabili ragioni diplomatiche - invitano Morsi negli USA, applaudono alle elezioni in Libia (dove si preannuncia una vittoria anche qui dei Fratelli) e fanno della real politik necessaria quanto ottusa.
Quando negli Statu Uniti Bush jr. vinse le elezioni contro Al Gore in maniera evidentemente truffaldina con la complicità del fratello, il perdente tentò - secondo le vie ortodosse previste dall’ordinamento americano - un ricorso che, perso sempre per ragioni non propriamente limpide, non fu reiterato né fu oggetto di organizzazione di proteste di massa (che erano possibilissime) per impedire un conflitto fra istituzioni. Nel Paese più democratico del pianeta il truffato Al Gore fece un passo indietro, non insistette nelle sue ragioni, e Bush fu Presidente. Morsi - celebrato come Presidente egiziano “democraticamente eletto” - ha avuto un comportamento assai diverso e sfacciato.
Questi sono i Fratelli Musulmani che la Primavera araba ci ha consegnato. Le conseguenze striscianti, mai eclatanti, le vediamo nella vicina Turchia, ormai definitivamente sganciata dal binario europeo.
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