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Il blog di Claudio Bezzi
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    L’inferno siriano e il piromane Putin

    Se esiste l’inferno, in questo momento è in Siria.

    I massacri con centinaia di vittime civili si susseguono ormai tutti i giorni (quasi 16.000 dall’inizio della rivolta) mentre l’opinione pubblica mondiale guarda altrove. Ban Ki-moon denuncia a gran voce, Clinton minaccia, Terzi (il nostro ministro) auspica “interventi muscolari”, ma nulla può accadere, anche in flagranza di violazione di ogni risoluzione Onu (occorre invocare le violazioni, perché i morti ammazzati non hanno, altrimenti, storia) perché la Russia, membro permanente del Consiglio di sicurezza con diritto di veto, si mette di traverso (generalmente con la Cina, che in questa particolare storia ha comunque un peso marginale). E’ notizia di queste ore l’ennesima nave russa carica di armi per il regime siriano, ma oltre ciò la Siria rappresenta una pedina fondamentale nello scacchiere mediorientale, una minaccia permanente a Israele (e quindi strumento di pressione internazionale), un crocevia di risorse essenziali, una storica propaggine nelle intricate relazioni ex sovietiche e quindi, in sintesi, una sponda alleata da non perdere perché dopo Assad, per la Russia, non ci sarebbe più alcun amico nell’area.

    E’ così, mentre noi brontoliamo per il declassamento di Moody’s, la Merkel smentisce Monti, Obama lavora alla sua campagna elettorale e Berlusconi “a sorpresa” si ricandida, mentre il mondo, insomma, procede normalmente, in Siria si continua a morire senza un’ombra di aiuto da parte della comunità internazionale. I Fratelli Musulmani protestano, a ragione. Dopo l’inevitabile fine di Saddam non stupiamoci se avremo consegnato anche la Siria agli islamisti anti-occidentali e alla lunga e infida mano saudita.

    Un tranquillo week end di ordinaria amministrazione

    Oggi non trovo notizie particolarmente ispiratrici per scrivere il mio post (semi)quotidiano. Sembra una banale, stanca, normale giornata festiva senza nulla di eccitante, senza notizie sensazionali.

    Prendete la prima pagina del Corriere on line, per esempio:

    • “Così lo IOR ha sfiduciato Gotti-Tedeschi” (con appendici sul maggiordomo-corvo); che noia! Andavo all’Università (molti decenni fa) quando già lo IOR puzzava di latrina ed era sulle pagine dei giornali per altri più clamorosi scandali, né l’ipotetico collegamento col maggiordomo ladro di documenti e le faide interne fra cardinali riescono a eccitarmi più di tanto… roba buona per il popolino, roba da “Cronaca vera”…
    • Formigoni: “Mi dimetterò se dimostrate che ho fatto favori”; segue “Mi dimetterò se gli asini volano” e precede “Mi dimetterò se mi faranno santo”. Storie già viste da un quarantennio di politici troppo furbi per noi;
    • “Vendola-Di Pietro, ultimatum al PD”: ennesima puntata dell’appassionante telenovela della sinistra (centro-sinistra? boh…) italiana; non buona come Un posto al sole ma potrebbe migliorare;
    • Monti a Bergamo, “Protesta dal cielo della Lega”: che la Lega non preferisca un profilo basso e presuma impunemente che gli italiani non si ricordino che hanno governato negli ultimi quindi anni portandoci in questa situazione, spiega chiaramente i tanti perché del Trota;
    • Grillo, “Arriveremo a Roma, bomba o non bomba”: non voglio scherzare sulle bombe; ma sono certo che qualunque strategia abbiano i bombaroli non è contro Grillo;
    • Siria, “Strage di bambini”: questa colossale vergogna dell’Occidente (ma molto anche di Cina e Russia) che decreta una volta di più l’inutilità dell’ONU sta lì, con taglio basso, dopo le molto più importanti notizie precedenti, tanto per mettere pur qualcosa di estero (i giornali italiani sono famosi per trattare pochissimo i fatti del mondo per concentrarsi su Di Pietro, o su Alfano o su Grillo…).

    Che noia! Viviamo davvero in un Paese noioso…

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