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Il blog di Claudio Bezzi
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    Siam pronti alla morte l’Italia chiamò! SI!!

    Mi pare di capire che siamo contenti: 28 medaglie, una in più di Pechino, mette la Federazione al riparo da critiche, accontenta gli italiani con l’ottava posizione nel medagliere lasciandoci qualche strascico recriminatorio come per le tuffatrici e i boxer. Bene. 

    Noto però che a parte pochissime eccezioni (per ciò stesso di grandissimo valore) abbiamo vinto la stragrande maggioranza delle medaglie (il 71% per l’esattezza) in sport dive si infilza, si tira o si mena. Il fioretto ha vinto da solo 1/4 del bottino, poi i vari tiri, archi, boxe, taekwondo. Siamo un popolo di attaccabrighe pericolosi?

    Invece dove si nuota, si corre e si salta (due miserrime eccezioni) siamo davvero scarsi. D’altronde, in un Paese dove non c’è cultura sportiva e dove mancano impianti, sembra veramente ogni volta un miracolo.

    E comunque sia: bravi italiani, e che l’iroso Beppe Grillo se la prenda in saccoccia.

    Italiano, popolo bambino

    Finalmente! Quanto sono d’accordo con Marco Imarisio che sul Corriere della Sera parla a favore di Schwazer come, nel mio piccolo, ho fatto anch’io ieri su questo tumblr.

    Non già “a favore” perché non sia sbagliato doparsi, non sia un illecito, non sia una figura barbina e non ci debbano essere conseguenze anche pesanti sul reo, ma perché è indecente la gazzarra che gli italiani forcaioli sanno mettere su contro il reo di turno, salvo andare poi a piangere in massa per il successivo fatto lacrimevole.

    Scrive Imarisio:

    In realtà quegli sfregi, a lui, alla sua fidanzata, quelle caricature grottesche e ingiuste, parlano di noi, della nostra ipocrisia. Sono un’altra piccola dimostrazione del rancore e del risentimento che si agitano nella pancia del Paese, del bisogno in crescita costante di trovare qualcuno, meglio se ricco, famoso e in disgrazia, verso cui indirizzare la propria rabbia”.

    Giustissimo. Siamo un popolo emotivo, tributiamo commossi funerali di Stato a Mike Bongiorno con la stessa disinvoltura con la quale lanciamo le monetine a Craxi all’uscita dal Raphael nel momento del suo crollo. Un popolo bambino.

    Una bellissima e originale galleria di scatti olimpici dal Telegraph.

    Lord Schwazer

    Alex Schwazer cacciato dal Coni (e prossimamente dall’arma dei Carabinieri) perché trovato positivo all’Epo, quindi reo confesso, ovviamente non difenderà il titolo a Londra, la madre colta da malore, etc. etc. con corredo di “la mia carriera è finita”.

    E’ giusto così. E’ giusto e ovvio che l’atleta sia stato cacciato, è giustissimo che paghi e che si vergogni moltissimo. Ma di fronte a questi fatti mi sento vicino anche, soprattutto, al dramma di chi ha sbagliato. Ha fatto un errore micidiale, l’ha fatto un tempo, l’ha fatto semmai una volta sola, non lo rifarebbe per tutto l’oro del mondo ma ormai l’ha fatto; non si può riavvolgere il nastro del tempo; l’ha fatto e l’hanno beccato e adesso il mondo si rovescia su di lui. La madre colta da malore aggiunge spessore al senso di colpa. L’imminente catastrofe professionale ed economica (non solo perderà il lavoro ma anche gli sponsor) trascinerà negli anni - quasi un monito perenne - l’acuto senso di disperazione per avere una volta, anni addietro, fatta la sciocchezza della vita.

    Consiglio a Schwazer di leggere Lord Jim di Conrad. La prima parte della storia conradiana è la storia di Schwazer (la debolezza che causa l’errore e la conseguente catastrofe) ma la seconda parte (l’espiazione e il riscatto) può ispirarlo per il prosieguo della sua vita. Tutti sbagliamo; in molti facciamo sciocchezze colossali e alcuni vedono tale sciocchezza trasformata in catastrofe; è ciò che facciamo dopo che ci può distinguere. Con lunga calma e pazienza, ricostruendo dalle macerie e dimostrando di essere uomini.

    Le quattro italiane medaglie d’oro fioretto a squadre femminile.

    Donne, interpreti di uno sport minore senza soldi, senza fan decerebrati e senza codazzo di giornalisti idioti. Per ciascuna di loro non bastano dieci Balotelli e due dozzine di Cassani.

    La judoka saudita Wojdan Shaherkani gareggerà domani ricoperta da un velo, come impone la tradizione islamica più rigorosa (non è un precetto religioso, non è imposto dal Corano) ma i musulmani più fanatici, salafiti, l’appellano sul web come “puttana”.

    Domanda seria: sostenere la Shaherkani perché rappresenta un sia pur timido tentativo di emancipazione o vederla criticamente come l’espressione dell’oppressione islamica particolarmente feroce in Arabia Saudita (affiancandosi - per ragioni opposte e certamente con altro linguaggio - alle critiche dei salafiti)?

    Oro, argento e bronzo nel fioretto individuale femminile.

    Commovente la Vezzali. (Potrò parlare un po’ di Olimpiadi, vero?)

    tylerhahn:

    An infographic that uses the Olympic keys to show world inequalities.


    Key
    Blue = Oceania
    Europe = Black 
    America = Red
    Africa = Yellow
    Asia = Green 

    (via lowsyturtleneck-deactivated2013)

    Olimpiadi. Tipica organizzazione britannica…

    I siti olimpici e le informazioni necessarie

    Inizierò con una citazione colta: siamo tutti pronti per la frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero per vedere le mille gare e sostenere i nostri eroi (e per i pochi che non hanno riconosciuto la citazione cinefila, cliccate qui).

    londra

    Ecco una selezione essenziale di siti per non perdere neppure una gara o una notizia.

    Prepariamoci all’indigestione olimpica

    Prepariamoci all’indigestione olimpica:

    londra

    • Un frammento iniziale del celeberrimo Olympia, film di Leni Riefenstahl (molto discussa per l’ovvia sua vicinanza al nazismo, di cui fu la musa cinematografica; il film è del 1936 e celebrava le Olimpiadi di Berlino).
    • Olimpiadi di Roma 1960; Livio Berruti vince la gara dei 200 metri e proclama ufficialmente la modernità dell’Italia in una Roma che non potrà mai più ospitare analoghe manifestazioni.
    • La contestazione irrompe alle olimpiadi di Città del Messico, 1968, con il contestatissimo saluto delle “Pantere nere” Tommie Smith e John Carlos, ai quali verranno tolte le medaglie.
    • Alle olimpiadi di Monaco, 1972, la tragedia inattesa: un commando palestinese dell’organizzazione Settembre Nero penetra nel villaggio olimpico e uccide, in tempi diversi, undici atleti israeliani; da allora l’incubo della sicurezza diverrà sempre più grave e assorbirà sempre più sforzi.
    • La guerra fredda irrompe nelle olimpiadi; a Los Angeles 1984 i sovietici non vanno per ripicca al precedente boicottaggio americano di Mosca 1980. Il mio amico e concittadino Francesco Damiani, peso massimo, vince la medaglia d’argento (l’oro gli viene sostanzialmente rubato dall’arbitro, come riconobbe anche la stampa specializzata americana). Non ho trovato il video, ma forse varrà di più quello, precedente, della vittoria di Damiani contro il grandissimo e fino allora imbattuto cubano Teofilo Stevenson ai mondiali del 1982.
    • L’uomo più veloce del mondo, Carl Lewis, dominerà in quattro olimpiadi, dal 1984 al 1996.
    • Una cerimonia inaugurale ineguagliabile quella delle olimpiadi di Pechino del 2008; sfarzo ineguagliabile, spese inarrivabili, mobilitazione di un numero inarrivabile di operatori e volontari; la Cina è arrivata!

    Per inciso: Francesco Damiani (cui è dedicata una delle splendide foto) è un mio concittadino!

    L’uomo Monti ha detto “no” (alle olimpiadi)

    Monti dice “no” e non firma la garanzia finanziaria richiesta dal Cio per ammettere la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

    L’abbiamo scampata bella!

    Ovviamente capisco le ragioni dei sostenitori. Intendo dire le intenzioni oneste: prestigio per l’Italia, movimento di denari consistente anche in termini di PIL, lavoro per un bel po’ di addetti. Ma a mio parere le ragioni del no godono di un primato, quello della realtà dell’oggi: oggi siamo in profonda crisi economico-finanziaria, recessione, calo industriale, con debito pubblico mostruoso e le immagini della Grecia davanti ai nostro occhi. L’idea che la scommessa-olimpiadi possa, fra diversi anni, produrre ricchezza certa è indimostrabile, e va ricordato come fra le tante cause del disastro greco ci siano anche le faraoniche spese per le loro olimpiadi di qualche anno fa.

    Io per soprammercato ci metto anche il fatto che - come dire? - conosciamo i nostri polli, quelli che pascolano nella palude putrida della seconda repubblica degli appalti truccati, delle risate per la ricostruzione dell’Abruzzo e dei figli nipoti amanti imbucati senza criterio e senza vergogna. Insomma: non siamo ancora diventati normali, Monti non ce l’ha fatta a farci diventare normali in soli due mesi…

    Aspettiamo. Ci saranno altre olimpiadi alle quali candidarsi.

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