Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Era un po’ di tempo che non mi divertivo con la mia rubrica preferita, lo spubblicamento delle “notizione” del quotidiano sedicente Libero. Il fatto è che sono così prevedibili e monotoni… Comunque, visto che questa storia gira anche in rete (a dimostrazione che le notizie cattive, false, o semplicemente tendenziose scacciano quelle buone), ecco qui la trovata del giorno.
Titolo principale e centrale: “La proposta della Kyenge: Posto statale agli immigrati”. Seguono codazzi di allusioni, mezze verità e qualche falsità che leggete da soli (oltre all’immancabile sondaggio).

Se andate a cercare questa notizie su altri quotidiani, però, semplicemente non c’è. Solo Il geniale, confratello del sedicente-Libero, ha un titolino, Quando Kyenge PROMETTEVA il posto fisso agli immigrati,

che segnala come - secondo un politico locale toscano di destra, che afferma di averla udita - la Kyenge avrebbe promesso in campagna elettorale interventi di questo genere. Il titolo di Libero è invece affermativo, come se Kyenge facesse questa proposta ora. Poi, leggendo l’articolo, si evince che sul sito della Ministra ci sarebbe stata, tempo fa (?) questa indicazione (ho controllato: attualmente non c’è nulla). In realtà per chi ha tempo da sprecare e legge tutto l’articolo il concetto sarebbe semplicemente quello dello ius soli e, come conseguenza, la possibilità poi di avere impieghi nella Pubblica Amministrazione (ovvio! Se sono diventati cittadini italiani ne avranno diritto come qualunque altro…).
Concludo. La Kyenge non sembra avere mai proposto concretamente questa cosa, certamente non ora in quanto Ministra. In campagna elettorale, parlando di ius soli (che notoriamente è una sua proposta, e non solo sua) ha probabilmente tratto come conseguenza quella dell’occupazione anche nella P.A. Per carità, forse l’ha fatto anche con toni eccessivi, ma né Libero né Il giornale sono in grado di fornire una fonte che sia una. Siete d’accordo? Non siete d’accordo? Mi pare fin qui una non-notizia. Per ragioni abbastanza evidenti oggi un giornale piuttosto abituato a queste “libertà informative” la trasforma in una specie di proposta attuale, tale da allarmare tutti i benpensanti di destra timorosi dell’invasione degli stranieri.
E un sacco di fessi riprendono la notizia, senza andarla a verificare, e la rimbalzano sul web. Bravi! Disinformazione della destra 1 - fessi che ci cascano 0.
(18 Maggio 2013)
Berlusconi: l’ossessione del gruppo Repubblica-L’Espresso. Ben due foto (con relativi articoli) sulla Repubblica, fra i quali quello di apertura, e titolone a piena pagina sull’HuffPost.
Sono andato a controllare; nessun altro giornale, neppure Libero e Il Giornale, aprono così.
I simpatici lettori del quotidiano sedicente Libero dichiarano al 75% che le dichiarazioni di Berlusconi su Mussolini erano giuste, corrette e sacrosante. Tanto per sapere chi legge questo giornale, ecco…
Ho trattato molte volte la questione dei diritti degli omosessuali perché emblematica, assieme ad altre (fecondazione assistita, scelte di fine vita…) della necessità di insistere per un avanzamento dei diritti civili in Italia. Se andate nell’Archivio di questo blog e digitate le tag gay, omosessuali, diritti civili, troverete molti post. Su quanto la morale cattolica intervenga pesantemente, e inopportunamente, ho parimenti scritto qui, ma più approfonditamente e meglio nel mio blog su Fanpage che vi invito a leggere.
E’ ora di aprire, sia pure tardivamente e mi spiace di ciò, anche il fronte della falsa morale borghese, che finge di ispirarsi a quella cattolica ma in realtà utilizza stereotipi anti-omosessuali per finalità politiche, di controllo sociale, di discredito degli avversari. Ricordate “la macchina del fango” evocata più volte da Saviano? Ecco, esiste eccome, ha suoi organi di stampa, sue finalità molto chiare, e funziona quasi in automatico; se l’avversario del momento è gay, ha a che fare con dei gay, si pronuncia a favore dei gay, gli addetti al fango sghignazzano e ruttano rumorosamente, ben soddisfatti di trovarsi metà lavoro bell’e fatto.
La lista moderata e filo-cattolica di Monti, per esempio, aveva in animo di candidare l’omosessuale Alessio De Giorgi (che avrebbe vari titoli e meriti per candidarsi, non certo solo l’essere omosessuale, se volete informarvi cliccate QUI) ma il quotidiano sedicente Libero, assieme ad altri organi di informazione della stessa area politica, l’hanno massacrato (articoli che trovate QUI e QUI e QUI e QUI) mescolando la critica omosessuale a presunti comportamenti illeciti. Conclusione: De Giorgi rinuncia alla candidatura in conseguenza alla pesantezza dell’attacco, delle critiche e delle calunnie.
Attenzione, per favore: non ha la minima importanza se la lista Monti a voi non interessa; la stessa identica cosa poteva capitare e capita per altre liste. E non ha alcuna importanza se non siete omosessuali, non conoscete persone omosessuali e vi sembra questo un problema secondarissimo rispetto allo spread o alla disoccupazione giovanile. I temi dei diritti individuali sono la base su cui poggia la convivenza civile di un popolo. Senza apertura, tolleranza, disponibilità, senza molti più diritti, per tutti e chiari, non ci sarà neppure sviluppo economico e futuro per il Paese.
(17 Gennaio 2013)
—-
Altri post

L’editoriale più spassoso sulla stampa di oggi lo troviamo su Libero. Belpietro: “Chi vota per l’Agenda Mondi si troverà col libretto rosso”.
(Nota inutile: non si tratta dell’Agenda rossa di Paolo Borsellino, ma del Libretto rosso di Mao. Come dire: se votate il cattolico, moderato, democristiano Monti, vi trovate i trinariciuti comunisti mangiabambini al governo).
Quando non ci sono grandi notizie che attirino la mia attenzione per scrivere un post su Tumblr faccio una capatina sul quotidiano sedicente Libero e trovo sempre una cattiveria, una panzana, una sciocchezza colossale che mi mette di buonumore. Ecco la prima pagina di oggi (edizione on line, ore 11,00):

L’attacco al “delirio d’onnipotenza” di Mario (loro possono chiamarlo così, Mario; anzi, i redattori romani di Libero lo apostrofano con a’ Mà!) per il suo messaggio da campagna elettorale è attacco a chi ha disobbedito al loro padrone, a chi non ha accettato la sua offerta aggregandosi ubbidiente al carro di Berlusconi. E’ un concorrente temibile per il Popolo delle Libertà e quindi vedrete, in queste settimane e mesi, quante sberle gli saranno riservate da questo quotidiano campione di distacco e fair play.
Che accusa di delirio Monti dimenticando il berlusconiano milione di posti di lavoro; i terremotati dell’Aquila che dovevano avere una vera casa dopo sei mesi; la crisi che secondo il cavaliere non c’era, poi c’era stata ma era già passata, le sbruffonerie internazionali che enorme discredito hanno gettato sull’Italia e tutto quello che tutti voi sapete se conservate un briciolo di memoria e di senso critico.
(26 Dicembre 2012)
Era un po’ che non andavo a vedere il quotidiano sedicente Libero, esercizio sempre interessante per capire come funziona l’informazione piegata alla politica, la disinformazione o, semplicemente, il cattivo giornalismo di parte. Come vedete oggi hanno un articoletto dove si spiega che poiché il PDL non ha votato la fiducia, allora il governo “per vendetta” gli vara il decreto liste pulite. Capite? Un decreto (all’acqua di rose) per impedire ai mascalzoni di entrare in Parlamento è “contro” il PDL, una vendetta! Se ci pensate è quasi comico. Già l’idea che si debba avere una legge per impedire ai delinquenti l’accesso al Parlamento - dove dovrebbe essere normale e ovvio, parte del codice deontologico di ogni partito - la dice lunga sul ritardo culturale e morale italiano; ma che poi si tratti di un arma contro il PDL è un ironico autogol involontario perché sì, effettivamente il numero di mascalzoni in quel partito è piuttosto elevato…
Poiché la polvere alzata è veramente tanta e gli italiani sono solitamente umorali e facili al giudizio precipitoso vorrei riflettere sulla faccenda Sallusti. La condanna di Sallusti non ha a che fare con una normale espressione dell’esercizio giornalistico, ma con l’avere pubblicato un articolo anonimo relativo a un caso di aborto di una minorenne - vicenda svoltasi totalmente nell’ambito della legislazione vigente in materia - che concludeva con questa frase:
“se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice” (Fonte: quotidiano sedicente Libero).
La condanna riguarda quindi un’offesa grave a un magistrato che aveva applicato una legge che non piaceva a Il Giornale (dove comparve l’articolo) e al suo direttore. E ai genitori e ai medici i quali tutti, dalla cronaca che si può ancora leggere sulla vicenda, sono stati attenti e consapevoli di agire nell’interesse del minore.
E’ grave la condanna di un giornalista? Gravissima. Concordo pienamente con chi dice che i reati d’opinione devono essere sanzionati con ammende e con l’eventuale sospensione del reo, mai con la galera. Ciò detto non facciamo di Sallusti un eroe. Più e più volte su questo blog ho mostrato la quantità di panzane che si scrivono su Libero (‘panzane’, ovvero notizie palesemente false) e la pervicace, continua, insolente faziosità nel perseguitare politici non graditi.
La conclusione quindi deve essere: la galera ai giornalisti no per un principio generale liberale che deve essere chiaramente parte del nostro DNA democratico. Sallusti pesantemente sanzionato (in moneta, con la sospensione o altro, se ci fosse una legge che lo consente) per la gravità ingiustificata di quanto ha scritto, istigatrice di odio - che poco ha a che fare col diritto all’informazione - contro persone coinvolte in una vicende dolorosa.
(27 Settembre 2012)
E’ una droga. Dovrei cercare di smettere. Ma non resisto, e un’occhiata a Libero-si-fa-per-dire non riesco a evitarla. E ogni volta c’è una ragione per ridere. O arrabbiarsi.
Comunque il sedicente Libero si presta mirabilmente a un uso didattico, direi quasi pedagogico.
Oggi titola in apertura e a piena pagina (edizione on line, ore 9,30) sul fallimento di Monti:

Ciò stimola la diuresi, vellica il maldipancismo italiano, sorregge il moto iper-critico tipico del nostro Paese e nasconde una verità. E’ un modo insidioso di nascondere la verità e distorcerla: che i dati economici e strutturali siano sostanzialmente negativi è vero, ma che ciò sia da attribuire all’opera di Monti andrebbe dimostrato con argomenti complessi che Libero non conosce e non è interessato a immaginare.
Statistici, sociologi, economisti chiamano “controfattuale” quell’alternativa alle cose che non è possibile vedere perché il tempo è lineare e va in una sola direzione; cosa sarebbe successo invece…? è la domanda che ci si pone quando si valuta l’efficacia (o l’inefficacia) di un’azione, di una politica. Allora, nel caso di Monti, il problema non è evidentemente vedere oggi i dati economici, dello spread o dell’occupazione e dire “è colpa di Monti”, ma chiedersi: “Se al posto di Monti fosse rimasto - poniamo - Berlusconi, i dati sarebbero migliori? peggiori? uguali?”. L’ipotetica (e impossibile da calcolare) differenza fra l’attuale e reale governo Monti e l’ipotetico governo Berlusconi darebbe la vera risposta sul fallimento o sul successo di Monti.
Se tale differenza è impossibile da calcolare in maniera precisa, matematica, possiamo però sostenere un’opinione sulla base di indizi, di fonti differenti ma pertinenti. Per esempio possiamo vedere cosa ha fatto (o non fatto) Berlusconi negli ultimi anni del suo gabinetto ed estrapolarne una sorta di trend, di bilancio complessivo, e vedere cosa ha invece fatto Monti in otto mesi. Legare poi questi due quadri con la situazione internazionale (differente nei due casi). Le conclusioni sono in buona parte soggettive, dipendono da una vostra visione delle cose. Ma quello che non si può dire è: “oggi i dati sono questi, TU hai sbagliato”.
Il fascino dell’orrore mi porta sempre sul quotidiano sedicente Libero, non posso farne a meno. Oggi abbiamo queste notizie sui giornali (in ordine diverso a seconda delle testate): le novità in tema di riordino della sanità, i voti di scambio in Calabria, le elezioni USA, la tempesta Isaac sugli Stati Uniti, le polemiche Bersani-Grillo, la nuova legge elettorale, questioni europee. Insomma un po’ di gravi questioni interne, la solita Europa e l’attesa per le elezioni americane.
Libero invece (edizione on line, ore 9,30) riporta queste notizie in quest’ordine:
Nelle finestre tematiche: Bersani, Berlusconi, Mentana, Bossi…
Quindi: niente elezioni americane, niente Siria e medio Oriente, niente Europa se non come rimbalzo in polemichette sterili… Ecco perché si chiama “Libero”. E’ Libero dai pensieri, è libero dalle notizie che non ci sono proprio, per fare spazio a polemiche, pruriti, allusioni, maldicenze.
Mentire consapevolmente è il modo migliore per indurre false convinzioni in persone credule, poco informate o ideologicamente disponibili a farsi ingannare.
Ci sono molti modi per mentire e i più efficaci sono quelli basati su mezze verità: uno sfondo contestuale sostanzialmente veritiero in cui sono inseriti alcuni dettagli falsi. L’informazione acquista così forza e veridicità, all’apparenza, mentre insinua menzogna.
L’idea che ciò non capiti per caso, in buona fede, ma per un disegno assolutamente chiaro, voluto, perseguito, volto a manipolare le idee e i comportamenti della gente, mi fa imbufalire e, onestamente, dovrebbe inquietare tutti voi.
Ho citato già molte volte il quotidiano sedicente Libero, e ci torno questa mattina perché l’esempio di oggi - in apparenza piccolo - è un modello molto chiaro di come si manipola l’opinione pubblica (di quella residuale che legge solo Libero, certo). Il caso è la dichiarazione del ministro Fornero sulla detassazione del lavoro.
Vediamo prima i titoli di altri giornali:

Se cliccate sul titolo e andate all’articolo, oplà, è sparito tutto: non si parla più di governo che spara balle, ma si riporta l’intervista di Fornero come un’idea fra altre, tutta da verificare (anche se tale idea viene etichettata come “promessa” del Ministro)
.
(Notate, in basso a destra, il ministro al mare in bikini, come promesso nei titoli principali, per mantenere alto il livello culturale del quotidiano).
Smascherare questi mezzucci volgari, queste piccole frodi operate a danno di persone di scarsa cultura e di forte ideologia non è difficile. Anzi, mi scuso per averla fatto così lunga.
A questo punto mi arrendo.
Il notizione a piena pagina di Libero è cambiato rispetto a questa mattina, dove Belpietro cantava vittoria solo fra le righe, ed è mutato ora (me ne accorgo alle 10,50) col trionfalistico: “La vittoria di Libero: il governo taglia le scorte di Fini e della Casta”.

Con la falsa e unilaterale dichiarazione di vittoria il sedicente Libero (ci scommetto) potrà uscire dal suo scoop inesistente e cercare qualche altra notizia, anche e soprattutto perché non poteva durare ancora a lungo su questa storia insostenibile.
Notare la piccola perla (come lezione per smascherare questi meccanismi disinformativi). Poiché il ministro Cancellieri ha annunciato riduzioni a tutte le scorte, non certo a quella di Fini in particolare, Belpietro aggiusta il titolo: tagliate le scorte “… di Fini e della Casta”. Così l’odio diffuso verso la cosiddetta “Casta” si aggiunge a quella dell’odiato Fini e copre la realtà di una misura generalizzata e non perseguita solo su Fini per compiacere Belpietro.
—-
Le puntate precedenti:
AGGIORNAMENTO 16 AGOSTO ORE 8,00
Lo sapevo, lo sapevo!
Gli annunciati tagli della Cancellieri alle scorte, nell’ambito della spending review, sono dal quotidiano sedicente Libero attribuite al loro scoop anti-Fini.
Riepilogo: da giorni Libero titola a piena pagina contro il presunto scandalo della scorta di Fini; il Ministro Cancellieri ordina una veloce ispezione e dichiara che sulle scorte Fini non c’entra nulla. Libero continua a titolare in prima pagina, unico quotidiano italiano che consideri questa una notizia, e anche oggi, 16 Agosto, è il titolo unico di testa.

Difficile però continuare così, senza una vera notizia, senza prove, senza l’avvallo del Viminale… Ma ecco che ieri il Ministro, nella consueta conferenza di Ferragosto, annuncia anche riduzioni alle scorte (non a quella di Fini, a tutte) nell’ambito dei tagli richiesti a tutti i Ministeri (la cosiddetta spending review). A Belpietro non pare vero: ecco la dimostrazione che cercava: per il Libero-generale questa è una circostanza che dimostra, con un singolare salto mortale, che Fini ha torto e che gli viene ridotta la scorta come conseguenza.
In una pagina interna (e questo mi delude un po’, avrebbe dovuto essere il titolo principale per oggi), Libero dichiara: “Dopo lo scoop di Libero sulle spese per i bodyguard di Fini, il ministro annuncia un nuovo capitolo della spending review”.

Da notare in margine che sempre sulla prima pagina, sotto il titolone anti-Fini, appare una dichiarazione anti finiana di Irene Pivetti, già presidente della Camera leghista e poi soubrette di successo. Interessante… forse Pivetti si prepara al ritorno sulla scena politica? Avanti c’è posto!

Volete sopravvivere? Dovete darvi una mossa e cercare di capire quello che succede attorno a voi. Il mondo NON è un grande Facebook pieno di “I Like” da cliccare superficialmente tanto fra dieci minuti ci saranno altri venti post nuovi. Il mondo è fatto da personaggi che compiono azioni che hanno a che fare con la vostra vita. Voi potete anche dire di essere “apolitici”, ma la politica agisce su di voi. Potete prendere per buone le cazzate di quello che ha strillato più forte, di quello che vi ha fatto ridere, di quell’altro che vi è sempre stato simpatico, ma se non capite cosa stia realmente dicendo, perché lo dice, perché in questo momento, con che coerenza con le cose che dice usualmente e così via, allora siete pronti per essere cotti e mangiati, infinocchiati, utilizzati per fini che forse non condividete.
Lezione n°1. Leggete l’ultimo strillo di Beppe Grillo. Leggetelo senza sovrapporre, alla vostra capacità critica, il fatto che vi è sempre piaciuto (e che dice le cose giuste perché i politici ci hanno rotto le scatole, bla bla…) oppure che non vi è mai piaciuto (e che butta palate di fango su tutto e tutti, che non ha uno straccio di programma politico coerente, bla bla…). Quest’ultimo sfogo grillesco si chiama La Radio delle Mille Colline ed è un’accusa ai mass media che ce l’hanno con lui.
La lezione consiste nella lettura del testo e nella riflessione lungo questa pista:
(P.S: negli ultimi giorni me la sono presa abbastanza col quotidiano Libero. Le ragioni sono esattamente le stesse per le quali me la prendo con Grillo; i loro linguaggi sono identici, fatti di slogan - cioè asserti privi di argomenti - contro gli avversari, contro i comunisti, contro il mondo… Dopo vent’anni vorrei qualcosa di meglio!)
AGGIORNAMENTO 15 AGOSTO 2012, ORE 11,00
(segue dalla precedente puntata)
Nessun quotidiano riprende più la notizia dei presunti abusi di Fini con la scorta, accennata ieri in posizioni secondarie e solo come rilancio di Libero. Non ne parla La Stampa, il Corriere della Sera, Il Fatto quotidiano, tutti giornali non particolarmente “amici” di Fini; non ne parla neppure Il Giornale, certamente più vicino al Cavaliere che al Presidente della Camera (parlo delle edizioni on line e per quanto si può vedere scorrendo a video). E’ stupefacente l’insistere di Libero che ha come sostanziale fonte, testimonial, principale argomentatore, il suo direttore Belpietro che si cita sui titoli al pari della Cancellieri, di Monti, del Prefetto, di qualunque altro testimone-chiave che potrebbe fare titolo se esistesse. Molto interessante sociologicamente, o psicopatologicamente, non saprei. Da seguire al pari dello sviluppo dell’ebola in Uganda, delle stragi di civili in Siria, con quell’assuefazione all’orrore che ormai ci accompagna in questo inizio di terzo millennio.
Caricando