Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Un post fondamentale per capire chi sia Casaleggio e perché diverrà ricco col Movimento 5 Stelle. Assolutamente da leggere e diffondere…
Indovinate di cosa parla il mio ultimo post su Fanpage?
Avete visto Report ieri sera? Il settimanale della Gabanelli ha parlato di finanziamento dei partiti, più o meno leciti e più o meno (meno, meno…) trasparenti. Ce n’è stata per tutti, specialmente per il PD. Poi è venuto il turno del #M5S o, per essere più precisi, per la coppia Grillo-Casaleggio, ed è emerso chiaramente il gigantesco business che sta dietro al Movimento. Si è arrabbiato Grillo? Per il momento no. Se andate sul suo blog vedete che campeggia (almeno alle 10,00 di lunedì 20 Maggio) uno sproloquio sul fatto che il M5S non sia di destra né di sinistra e una denuncia dell’Huffington Post che, avendo estrapolata una frase di Grillo sul papa, ne avrebbe stravolto il senso diffamando il Movimento; nient’altro.
Ma come: l’HuffPost vi “diffama” perché ha citato Grillo (non “ha inventato le parole di Grillo”, bensì “ha citato Grillo”), e la Gabanelli che ha spubblicato il Guru e il suo sodale mostrando come si arricchirebbero alle spalle dei gonzi grillini, invece, va bene?
I casi sono due: o Grillo sta preparando una replica coi fiocchi, ma così coi fiocchi che gli ci vuole un po’ di tempo per redigerla, oppure si trova in imbarazzo. Un imbarazzo dovuto al fatto che la Gabanelli è stata la prima candidata-Presidente dei grillini, scelta on line con quella baggianata delle “Quirinarie”, e adesso è difficile dire che sia un’odiosa giornalista al soldo dei nemici dei “cittadini”. Anche perché ciò che ha detto è pura verità…
QUI la trascrizione della puntata; la parte su Grillo inizia a pag. 19 (grazie a orticariavaria per la segnalazione!)
(20 Maggio 2013)
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In serata la risposta. No, non di Grillo: del gruppo parlamentare grillino, che c’entra poco perché Report ha fatto i conti sulla coppia Grillo-Casaleggio, padroni assoluti del M5S. Ma leggetela la comunicazione, sono solo poche righe. Leggetela…
http://www.tzetze.it/redazione/2013/05/il_movimento_5_stelle_risponde_alla_gabanelli/index.html
Il razzismo cinico e strumentale di Beppe Grillo
Eppure a me non sembra una cosa difficile da capire. Un conto è dire: “Bezzicante dice delle cose inesatte per questo e quest’altro motivo, sbaglia qui e qui, ha fatto male a fare la tale cosa” (questa si chiama critica) e un altro conto è dire “Quel deficiente di Bezzicante non capisce niente, è un decerebrato, uno che certamente tocca il culo alle ragazzine” (questa cosa si chiama ingiuria, calunnia, diffamazione, vilipendio).
La critica la può fare chiunque in Italia, e il criticato è assolutamente libero di difendersi pubblicamente spiegando perché ciò che ha fatto sia giusto e lodevole.
La diffamazione invece è solitamente riservata a calunniatori di professione, artisti dell’invettiva, generalmente politici (perché godono di privilegi soprannaturali e diventa difficile e dispendioso farsi tutelare dalla legge). O, in alternativa, persone di scarsa intelligenza e moralità che sputano il loro livore offendendo in maniera pesante anziché agire un normale diritto di critica.
Beppe Grillo fa l’offeso sul suo blog in relazione alla notizia di 22 indagati per vilipendio al Capo dello Stato (che è un reato particolare).

L’inchiesta e’ stata avviata nel maggio del 2012 quando il leader del Movimento 5 Stelle pubblicò un post definendo ”una salma” il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Non ho letto i post dei lettori, ma visitando spesso il blog di Grillo e leggendo in generale il linguaggio dei grillini sui social mi posso immaginare il linguaggio violento e volgare che in tanti avranno usato. È ormai una moda, i decerebrati si sentono in qualche modo protetti dai social, e l’esempio fulgido del loro guru, che fa dell’invettiva, dell’insulto, dell’annullamento parodistico dell’avversario praticamente l’unica forma di comunicazione politica, fa evidentemente la differenza.
Il popolo grillino non fa mai politica. Inveisce.
Non propone critiche e denunce sociali. Sbraita.
Non accetta il confronto. Insulta.
Il risultato è che sono sempre più isolati e autoreferenziali, tutti presi dal discutere sulle diarie e i rimborsi. Fastidiosi quanto inutili.
(16 Maggio 2013)
Come Beppe Grillo fa soldi con le tette della Minetti.
L’avevo già notato un po’ di tempo fa, quando sul blog di Grillo comparve un trafiletto su una “donna rimasta nuda” (trovate QUI il post). Oggi vedo questo che riguarda la Minetti senza reggiseno…
Solo un ingenuo non capisce che solleticare la pruderie dei visitatori e farli cliccare per vedere l’immagine per intero serve solo a veicolare traffico e incrementare i guadagni generati dalle pubblicità presenti (fra parentesi, io uso AdBlock e le elimino tutte!).
Fra un appello accorato, un vaffa e un sermone, il buon Grillo (e Casaleggio) non si peritano di alzare i click e gli introiti con questi mezzucci. Salvo poi correre a Roma a rampognare i deputati grillini per la faccenda delle diarie.
Elettore grillino, ti vuoi svegliare?
(10 Maggio 2013)
Una delle tante bufale di Beppe Grillo, questa volta sugli OGM e i presunti suicidi che avrebbero scatenato in India. In un articolo molto documentato e con molti link seri e utili per chi è interessato al tema OGM.
(Una panoramica delle bufale propinate da Grillo la trovate QUI).
(9 Maggio 2013)
Il commento di un lettore dell’Huffington Post all’articolo che spiega le demenziali proposte grilline su economia e fisco (l’articolo lo trovate QUI).
Il senatore Marino Mastrangeli espulso dal Movimento 5 Stelle. Perché ha rubato? Assolutamente no! Ha approfittato della sua carica? Nemmeno. Ha votato la fiducia a Letta in spregio alla decisione del gruppo? Macché!
Mastrangeli ha rilasciato interviste e partecipato a talk show. Espulso.
Per Grillo e suoi grillini il peccato di parola è capitale. Perché sanno che la parola veicola concetti, pensieri, argomenti sotto il cui peso la fragile struttura Grillo-Casaleggio entrerebbe in crisi.
La parola, la voce, e quindi il pensiero sono vietati fra i grillini. Le analogie storiche si sprecano…
(30 Aprile 2013)
Devo segnalare un libro uscito qualche mese fa ma ancora assolutamente attuale che racconta l’ascesa di Beppe Grillo, il suo incontro con la politica, il rapporto con Casaleggio, la (presunta) democrazia del web e tutto quanto altro occorre sapere per avere una visione chiara anche del Movimento 5 Stelle.
Si tratta di Giuliano Santoro, Un Grillo qualunque. Il Movimento 5 Stelle e il populismo digitale nella crisi dei partiti italiani, Castelvecchi editore, ottobre 2012.

Il libro è ben scritto, scorrevole, documentatissimo, a metà fra inchiesta giornalistica e saggio sociologico. Non è un pamphlet polemico ma analisi seria di documenti provenienti in gran parte da Grillo stesso e dal suo blog, oppure da indagini e studi di sociologi e semiologi. Lo raccomando sentitamente, specie a chi ha simpatie per il Movimento 5 Stelle, perché troppe cose sono sconosciute, o dimenticate, o “perdonate” dal popolo dei grillini.
Il volume, per quanto ben scritto, è impegnativo e non si presta a letture superficiali. Scopriamo qui la natura sostanzialmente qualunquista e di destra del Grillo-politico delle origini; il perverso legame con Casaleggio e l’intreccio economico-finanziario che li lega; le contraddizioni palesi, le giravolte programmatiche. Ma soprattutto impariamo come si costruisce un impero col web 2.0, che nulla ha di democratico e di partecipativo: l’uso disinvolto di censure, troll, fake e altre subdole strategie di consenso in parte finto, in parte falsato, in parte frutto dell’emotività (e non della ragione) della Rete. Per molti versi un libro che - al di là di Grillo - insegna molto su come usare i social network e come difendersene. Assolutamente da leggere.
(30 Aprile 2013)
Cosa c’azzecca la “donna che rimane nuda” col blog di Grillo? A parte, naturalmente, solleticare la morbosità dei visitatori, veicolare traffico web e guadagnare dai contatti pubblicitari…
(24 Aprile 2013)
Ma quanti hanno votato alle Quirinarie del M5S?
Finalmente oggi Grillo ce lo dice: 28.500 elettori in totale. Voti a Rodotà: 4.677.
Rodotà votato da 4677 persone. Abbonati As Roma 30.000. Non era più democratico proporre Totti? (Dagospia)
Naturalmente ciascuno è libero di farsi menare per il naso da chi crede e nel modo che gli dà più soddisfazione, ma avere un candidato scelto da 4.677 “cittadini” (più o meno uno ogni 10.000 elettori italiani) e chiamare questo “volere popolare”, come presa in giro è davvero poderosa.
(23 Aprile 2013)
“Non ospitiamo pifferai magici, burattinai digitali e tenutari di sette”
Ernesto Ferrero, direttore del Salone del Libro di Torino, dichiarando “non gradito” Grillo al salone.
Le “Quirinarie” di Grillo. Al di là del fatto che sono state invalidate per un presunto sabotaggio (ulteriore, ennesima prova dell’insostenibilità della “Democrazia del click”), occorre dire che chi vota non è davvero un’aquila…
Vorrei tanto scrivere di altre cose. Sì, sempre di politica ma, per esempio, se Renzi scende in campo o no; cosa succede in casa PDL; che fine ha fatto Giannino… Ma come una sirena perversa Beppe Grillo monopolizza le mie fantasie. Più che altro i miei sconcerti. Questo è il suo ultimo post:

In pratica Grillo sostiene:
1) Tu elettore, che hai votato M5S per vedere realizzato un cambiamento, e che ritieni si dovesse cambiare in Parlamento fra coloro che condividono idee e proposte, tu elettore non capisci nulla. Tu elettore cittadino del cavolo, hai sbagliato. Tu elettore deficiente che per una democrazia (che è solo un intralcio) ci hai votato, togliti dalle palle perché ognuno vale uno ma tu che non capisci niente vali meno di zero!
2) Grillo infila poi la sua litania delle “idee sante”, scritte a modo suo, scritte in maniera tendenziosa, senza tenere in debito conto che almeno alcune sono parte integrante del programma di Italia Bene Comune (PD + SEL) e che sono confluite, con vistose sottolineature, nei famosi otto punti di Bersani. Io sono assolutamente convinto che senza l’affermazione del M5S Bersani non avrebbe così potenziato questi elementi, come sono convinto che dentro il PD ci siano forze molto più disponibili a questi cambiamenti e altre meno. Ma sostenere che TUTTI, assolutamente tutti gli altri, siano solo il vecchio, marcio, dannato, schifoso mondo da abbattere, e che solo, solo, solo il M5S sia detentrice della santità, è semplicemente un falso. In questo modo si otterrà solo di non fare alcun cambiamento ed esasperare ancor più i “cittadini”.
(4 Aprile 2013)
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