Parolechiave

Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.

Cerca

Pagine speciali:

Ultimi scatti Instagram

    Di più - Instagram

    Trovami anche su...

    Post che mi sono piaciuti

    Altri post piaciuti

    Mario Draghi, Financial Time Person of the Year

    Non c’è logica in questa follia

    Lo spread ieri era sui 520 punti. Oggi (26 Luglio) pomeriggio è sceso a 475 grazie alle dichiarazioni di Draghi. 45 punti in meno per avere detto che la BCE intende salvaguardare l’Euro che è un processo irreversibile. Ovvero un’ovvietà, quantomeno detta dal massimo responsabile della BCE. A 40-50 punti a botta ai primi d’Agosto avremmo raggiunto la parità, quindi: avanti con dichiarazioni rassicuranti. Hollande potrebbe dire che ama la Merkel, Merkel potrebbe annunciare le sue vacanze in Grecia, Monti accennare (strizzando l’occhio a Berlusconi per fargli capire che fa per finta) che si candiderà premier per i prossimi trent’anni. E giù il dannato spread!

    Insomma: gli economisti sono dei millantatori e gli speculatori finanziari internazionali sono degli psicolabili umorali cui basta una dichiarazione (non un atto concreto, un trattato, una minaccia) per far sbollire le paturnie. Conclusione: in questa follia senza logica possiamo salvarci o sfracellarci tutti così, con lo schioccare di due dita, senza capire come e perché. A caso.

    Tragedia greca e sicumera tedesca

    Sarà pur vero che i Paesi membri dell’UE vogliono che la Grecia resti nell’Euro, ma il fatto che si inseguano da mesi - e più pressantemente in questi giorni - voci su piani d’emergenza per affrontare la sua uscita non lasciano tranquilli, fanno precipitare le borse e creano una grande confusione. Se si vuol a che la Grecia resti non basta proclamarlo, occorre dare urgente seguito ad azioni concrete che mostrino ai mercati (ma soprattutto ai greci) che tale volontà non è solo un proclama di facciata.

    E qui si scontrano le due politiche europee: quella del “prima di tutto il rigore poi penseremo al resto” e quella del “sì al rigore ma non ammazziamo l’Europa e procediamo presto con lo sviluppo”. Questa seconda linea ha acquistato un importante sostenitore con Hollande che si affianca a Monti e a gran parte dei leader europei. La prima è incarnata da Draghi, Van Rompuy e soprattutto Merkel. La cancelliera ha ottime ragioni, dal particolare punto di visto della ricca Germania, ma mostra una rigidità, una miopia e - diciamolo - una visione particolaristica che poteva essere compresa un anno fa ma difficilmente oggi.

    Purtroppo ognuno è quello che è. Non bisogna mai cadere negli stereotipi generalizzanti (l’italiano superficiale, l’inglese rigido, il tedesco senza fantasia…) ma un retaggio antropologico agisce ed è ben noto sin dai tempi dei tempi, come testimonia - fra i numerosi altri - questo passo di Guerra e Pace di Tolstoj:

    solo i tedeschi possono essere sicuri di sé sulla base di un’idea astratta, com’è la dottrina, cioè la pseudo-conoscenza della verità assoluta […]. Il tedesco è sicuro di sé nel peggiore dei modi, nel modo più disgustoso e inesorabile, perché è ciecamente convinto di sapere la verità: una scienza, cioè, da lui stesso elaborata.

    Caricando