Parolechiave

Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.

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    Il mio ultimo post su Fanpage parla dei cocci del PD frantumato…

    http://www.fanpage.it/le-almeno-tre-anime-dell-ex-pd/

    Le dimissioni di Bersani (operative appena ci sarà un qualunque presidente della Repubblica) annunciate sulla pagina Facebook ufficiale del PD.

    Era chiaro da un pezzo che la fine di questo partito era in agenda, ma indubbiamente nessuno immaginava una fine così rovinosa e piena di conseguenze nefaste per tutto il Pese. Ne parleremo, temo, prossimamente.

    (20 Aprile 2013)

    Il Presidente (?) Marini

    Non mi sostituisco alla Wikipedia, fate prima ad andare là e vedere i dettagli, quindi all’osso:

    • classe 1933 (sapete fare i conti? Ottant’anni!);
    • iscritto alla Democrazia Cristiana nel 1950 (io ho 61 anni, ma non ero ancora nato!);
    • sindacalista CILS di cui divenne segretario nel 1985;
    • deputato democristiano dal 1992, l’anno dello scandalo “Mani pulite” (21 anni fa);
    • con la dissoluzione della Prima Repubblica, e quindi anche della DC, va nel Partito Popolare, di cui sarà segretario; quindi ne seguì l’onda: prima Margherita (con Rutelli) e quindi DS.

    Ve l’ho fatta breve. Questo è un uomo che non è cascato in scandali, non risulta abbia rubato, non risulto abbia toccato il sedere di ragazzine, non ha conflitti d’interesse e, come dire? si è indubbiamente speso per i lavoratori prima e poi per le Istituzioni. Diversamente da altri candidati di cui si vociferava non è “chiacchierato”. È onesto. È pratico del funzionamento del Palazzo. Non si può pensare che sarà un cattivo Presidente, a parte il fatto che è un cattolico, diciamo così, molto all’antica sulle questioni dei diritti…

    Perché allora così tanta ostilità (anche Parolechiave non è favorevole a questa elezione)? Per la semplice ragione che mentre tutti, oggi, chiedono di entrare nella Terza Repubblica, mentre tutti, oggi, aborrono i vecchi nomi della Seconda (i vari Amato, D’Alema…), ci viene dato un uomo che rappresenta addirittura la Prima! Onesto quanto volete, ma nel bene o nel male, ancorché non per colpa sua, è visto come complice dello sfascio cui siamo giunti; intelligente quanto vi pare, ma lui ha attraversato tutta la politica che non sopportiamo più.

    L’elezione di Marini rappresenta però, soprattutto, la fine politica di Bersani e il punto di non ritorno della sinistra italiana. Dentro il PD, è un facile pronostico, ne vedremo prestissimo delle belle.

    (18 Aprile 2013)

    La risposta di Renzi a Bersani su Facebook

    Renzi ha registrato la puntata di Amici della De Filippi (andrà in onda su Canale 5 il 6 Aprile). Ho letto una valanga di critiche alle quali non mi associo. Chi critica la presenza di Renzi al talent show lo aveva probabilmente già criticato quando - durante le primarie contro Bersani - faceva aperture “moderate”, tanto da raccogliere epiteti ingiuriosi (“berlusconiano”, “venduto”…). A mio avviso queste critiche mostrano l’ingessatura, la sclerosi, di una visione ristretta della contemporaneità e del ruolo della politica. I vecchi leader (alla Bersani per intenderci) parlano “ai loro” (agli operai, ai sindacati, agli elettori “da sempre” di sinistra…) mentre Renzi parla a tutti e cerca i (futuri) voti ovunque sulla base non delle appartenenze precostituite ma delle idee che propone.

    (31 Marzo 2013)

    Molto, molto afflitto dalla situazione politica italiana ho scritto questo su fanpage. Se per caso volete affliggervi assieme a me potete andare a leggerlo…

    http://www.fanpage.it/il-disfacimento-politico-dell-italia/

    Il duetto Bersani-Grillo nella satira di Crozza.

    Ma insomma, come sono andate queste elezioni?

    Per essere coerente con me stesso devo dare una lettura non umorale al momento politico. Ci provo.

    • il voto ha fatto giustizia del centrismo ex democristiano. Fini e Casini sostanzialmente scomparsi nel fallimento delle loro proposte politiche e Monti con un risultato deludente mostrano che l’elettorato italiano è polarizzato e che uno spazio serio e decisivo per un “centro” ambiguo non c’è. A mio avviso questo risultato è positivo;
    • a sinistra è fallita la proposta di Italia Bene Comune (PD + SEL) e di Bersani. Era una proposta ragionevole, di pacata socialdemocrazia, ma non ha convinto, a mio avviso, per poche e chiare ragioni (che sono urlate peraltro dal successo di Grillo): 1) facce vecchie; 2) linguaggio vecchio; 3) scarsa passione a fronte della (almeno apparente) incrostazione d’apparato. La Direzione nazionale del PD dell’altro ieri l’ha dimostrato con la sterile relazione di Bersani (l’ho analizzata QUI se vi interessa); ora si osservano le ultime inutili mosse di Bersani, comunque necessarie anche se rituali, mentre si sta muovendo, dall’interno del PD, una nuova proposta che dovrebbe essere incarnata da Renzi, che non è, semplicemente, una “faccia nuova”, ma una nuova visione della politica socialdemocratica. Era ora; con questo PD non si andava da nessuna parte e quindi la sua crisi (nella speranza ovviamente di un esito positivo) è un ulteriore buon risultato;
    • Ingroia è stato spazzato via. Mai piaciuto. Un Magistrato che non lascia la Magistratura ma si mette solo “in aspettativa”, e che raccatta i peggio arnesi della vecchissima politica di sinistra (Ferrero, Diliberto) più lo stracotto Di Pietro… Credo che il disastro di Rivoluzione Civile che - fra parentesi - ha fortemente danneggiato il Centro-sinistra, segni un punto di non ritorno rispetto a una sinistra massimalista che in Italia, al momento, non viene premiata dagli elettori, ben memori di cosa ha saputo combinare nel recente passato; per me è un risultato positivo;
    • la destra è un rebus. Ha vinto pur avendo perso (esattamente il contrario del PD) e tutto grazie a Berlusconi. Che Berlusconi sia il tappo, il blocco, il vulnus della destra è chiarissimo, ma se Berlusconi vince, se un terzo di italiani si infiamma ancora alle sue sparate eversive, beh… abbiamo un serio problema. Senza una destra seria il Paese non evolve, e questo lo devono capire anche gli elettori di sinistra. Il successo berlusconiano è un risultato negativo di queste elezioni, e c’è da sperare solo in un’implosione interna, di cui si vocifera da un po’ (presunti “tradimenti” di Alfano, tiepido sostegno del partito ai problemi giudiziari di Berlusconi…) ma che non trova forza di maturazione; male, molto male…
    • anche il fallimento di Giannino e del suo Fare per fermare il declino è male, perché incarnava l’idea di una destra liberale, europeista, moderna e onesta, proprio l’antidoto che serviva al becero berlusconismo del PDL. Poi Giannino si è suicidato con le sue balle sulle lauree e oggi, dopo la disfatta elettorale, il partito è sull’orlo dello scioglimento. Male…
    • Il M5S infine. In questo blog parlo così convintamente male di Grillo e del M5S che la mia posizione è nota. Però… Cerco di vedere le cose freddamente. Perché dovremo pur chiederci, al di là del folklore dei poveri grillini (assolutamente inadeguati) e del lessico fascista del leader, cosa abbiano in testa Grillo e Casaleggio. Credo plausibile l’idea del loro tentativo di spingere verso l’abbraccio mortale PD e PDL, tentativo però fallito. E adesso? Non voglio pensare che l’intransigenza di Grillo spinga verso nuove elezioni subito, senza avere approvata neppure una nuova legge elettorale. Perché potrebbe anche guadagnare qualche altro punto percentuale (non ne sono sicuro) ma senza costrutto né prospettive. Grillo è intelligente e ambizioso, e sa di dovere sfruttare appieno ORA questo enorme consenso che ha ottenuto. Ciò significa arrivare alle consultazioni con Napolitano da un punto di forza (tanto più con un Bersani sfibrato) che, alla fine, potrebbe portare a soluzioni “tecniche” brevi ma con un qualche costrutto per il rinnovamento politico. Se così fosse, pur disapprovando il suo cinismo, potremmo dire almeno “benino”… Se invece mi sbagliassi, allora, veramente, male e malissimo, perché l’economia a rotoli che immediatamente conseguirebbe penalizzerebbe, in gran parte, quei precari, disoccupasti, piccoli imprenditori che hanno votato M5S sperando in un nuovo Risorgimento italiano.

    (8 Marzo 2013)

    Povero Bersani! Il primo vincitore di elezioni chiaramente sconfitto. Ne parlo nel mio ultimo post su Fanpage: http://www.fanpage.it/bersani-un-grande-futuro-dietro-le-spalle/

    Il nuovo Movimento Democratico di Beppe Bersani

    (da Spinoza)

    Calmati, Grillo!

    Premessa per chi era su Marte in questi giorni:

    1) Il M5S ha stravinto ed è il primo partito (ma NON la prima coalizione) in Italia;

    2) Italia Bene Comune (PD + SEL) è la prima coalizione e ha la maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato;

    3) al Senato, oltre a un terzo di voti IBC e altrettanti M5S c’è un altro terzo di berlusconiani; ovvero c’è uno stallo e nessuno può governare;

    4) a causa del punto 2 tocca a Bersani (presumibilmente futuro incaricato da Napolitano) cercare di fare qualcosa, inventarsi un governo, trovare una soluzione. In caso contrario si torna subito a votare mentre i mercati finanziari ci faranno a pezzi;

    5) Bersani - che vi può piacere oppure no - fra scegliere l’ammucchiata col PDL (stile “Governo Monti”) o interpretare la novità rivolgendosi a Grillo, ha scelto questa seconda strada, salvo prendere in risposta pesci in faccia dal comico.

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    6) Il vostro blogger preferito (come “chi?” Io, no?) ha già spiegato altrove come, con un po’ di coraggio e di fortuna, questa idea di un governo di minoranza PD con appoggio 5 Stelle potrebbe, per un periodo limitato, sei mesi, un anno, consentire le poche riforme chiave, fra le quali quella elettorale, per poi tornare a votare (l’ho scritto QUI), e leggo in giro nella Rete che questa idea comincia a serpeggiare.

    Il riassunto è finito.

    Come ho già scritto nel summenzionato post, comincio a provare un sentimento di rispetto, o quanto meno di ascolto, verso il corpo elettorale del M5S, mentre il mio giudizio su Beppe Grillo è in caduta libera perché mostra di essere un bravo capopopolo ma un grossolano e volgare politico. E’ inutile che lui dica che “approveranno volta per volta ciò che sembrerà loro buono” perché, ahilui, prima che Bersani possa fare qualunque proposta deve ottenere - così è previsto dalla Costituzione - la fiducia in ciascuna delle due Camere. Qualcuno questa dannata fiducia glie la deve dare: o Berlusconi (disastro, spappolamento del PD etc.) o Grillo (riforme condivise, quelle che piacciono a lui ma anche, ovviamente, qualcun’altra).

    Fortunatamente la base grillina lo capisce. In calce al post cazzone di Grillo c’è lo spazio dei commenti: ho letto i primi trenta circa e a occhio direi che due su tre chiedono a Grillo di ripensarci (ma poi, sto pensando, è allora vero che decide Grillo e che il gruppo parlamentare non conta un accidenti?). Divertentissimo poi leggere - fra i commenti di minoranza - quelli degli esaltati che scrivono tutto in maiuscolo denunciando i commenti anti-Grillo come trollate di aderenti al PD infiltrati nel Blog. Ovviamente la mia moderata apertura agli elettori M5S esclude totalmente i deficienti.

    (27 Febbraio 2013)

    La mia ultima analisi politica, all’insegna dell’ottimismo (dopo quella scritta ieri a caldo) la trovate su Fanpage: http://www.fanpage.it/quando-una-forza-incontenibile-incontra-un-ostacolo-insormontabile-scoppia-un-casino-inenarrabile/

    Il mio inevitabile, sconsolato e inaffidabile parere sui risultati elettorali

    Premesso che avrei perso cifre importanti se avessi scommesso, a testimonianza della mia inaffidabilità politologica, ecco qui le mie osservazioni, se mai qualcuno morisse dalla voglia di conoscerle.

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    I VINCITORI:

    • Ovviamente Grillo, è banale dirlo. Un successo travolgente e inatteso in questa proporzione. I miei lettori sanno bene che questo Tumblr è degrillinizzato, e se cercheranno troveranno molti post ipercritici sul M5S. Ma da qui in poi cambio tono e registro: vediamoli alla prova. Io sono feroce critico di Grillo e della vacuità politica del programma stellato, ma… hai visto mai? La maggioranza degli eletti è composta indubbiamente da giovani entusiasti e onesti, qualità assolutamente insufficienti a far di loro dei buoni politici, ma vediamo come si comporteranno praticamente;
    • Berlusconi. A mio avviso è lui il vero vincitore. L’uomo distrutto, finito, ridotto al lumicino nei sondaggi di due mesi fa… guardate i numeri! Il centrodestra insidia il centrosinistra per soli 0,4 punti percentuali!

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    GLI SCONFITTI:

    • Il presuntuoso Ingroia, magistrato “in aspettativa” che ha raccattato i ruderi della vecchissima politica dei Diliberto, Ferrero e Di Pietro rosicchiando voti al Centrosinistra. Sono felicissimo della sua sconfitta e spero che serva da lezione per il futuro;
    • Monti, naturalmente, che ha commesso errori a iosa: non doveva presentarsi; volendolo fare non doveva allearsi con Casini e Fini; scegliendo di farlo doveva comunque impostare diversamente la sua comunicazione… Un disastro. Adesso Monti è una presenza irrilevante in Parlamento e non più una risorsa utile per il Paese.
    • Bersani, soprattutto, è il vero, grande sconfitto. Un uomo onesto e moderatamente simpatico, non uno stupido, con una certa visione delle cose… ma così tremendamente grigio, così incapace di trascinare il popolo verso un nuovo orizzonte, che è quello che serviva oggi, con queste strane alleanze fra Vendola (dentro la coalizione) e Monti (come possibile apertura parlamentare) che non stava in cielo né in terra, con lo slogan trito del “lavoro” recitato come un mantra sterile, un po’ doveroso e scontato, e con un partito poi pieno di contraddizioni, con le Bindi e i Fassina e i Damiano…

    Chi ha vinto (Grillo e Berlusconi) ha usato una comunicazione aggressiva, assolutamente adatta ai propri target di riferimento. Chi ha perso (la sinistra e Monti) ha avuto uno stile comunicativo vecchio, stanco, noioso, poco credibile. Possibile che la politica sia ridotta a comunicazione? Non so se tale riduzione sia totale, ma indubbiamente ha un peso determinante. La sinistra ha comunicato divisione; incertezza; vaghezza di proposta; visione ragionieristica del mondo. 

    Quasi quasi gli è andata fin troppo bene.

    (26 Febbraio 2013)

    L’indice di popolarità in rete (somma di Twitter, Facebook, Blog etc.) nell’ultimo mese (QUI la fonte e un commento sull’HuffPost)

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