Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Un bellissimo, chiaro e come sempre condivisibile testo di Barbara Spinelli, grande conoscitrice delle questioni Europee.
Leggetelo, perché il nostro futuro non starà nella Convenzione parlamentare, nel governo Letta o nell’eventuale disciplina dello Ius Soli, né tantomeno nel fondamentale dibattito sugli scontrini del M5S. Il nostro futuro (o la nostra rovina) sono in Europa…
Lo psicodramma del PD sarà recitato domani quando si riunirà l’Assemblea Nazionale per scegliere un segretario provvisorio (provvisorio, capite?) che traghetti il partito verso il Congresso. Tutto in altro mare. Divisi sul nome di questo “provvisorio”, divisi su quel che si debba fare e sul governo (Puppato fra gli altri presenterà una relazione contro l’accordo col PDL), è piuttosto evidente che il PD non esiste più e che non può in nessun modo essere la sponda politica, nel centro-sinistra, sulla quale Letta possa appoggiarsi.
In questo caos è chiaro che si lascia spazio alle manovre della destra, ai diktat continui di Berlusconi, alle vergognose manifestazioni contro i giudici (la prossima sabato per protestare perché il Cavaliere è stato condannato). Il governo Letta durerà poco non già perché silurato da Berlusconi, ma per l’assenza di un chiaro e coerente sostegno da parte di un PD ormai inesistente.
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(10 Maggio 2013)
Il consueto editoriale di Eugenio Scalfari oggi mi vede totalmente d’accordo e ve lo consiglio. Parla di una cosa dimenticata, la responsabilità…
(5 Maggio 2013)
Dopo le esternazioni anti-gay la sottosegretaria Michaela (con l’H) Biancofiore è stata spostata dalle pari opportunità alla Pubblica Amministrazione. Meno male.
Vorrei però sottolineare che il problema non è della Michaela (con l’H), che ha il solo torto, invero un po’ ottuso, di non sapere distinguere il proprio ruolo di politica al servizio di tutto il Paese (in questo caso: gay inclusi) rispetto a quello di praticante cattolica, devota, culturalmente e ideologicamente orientata verso il disprezzo di alcuni cittadini dei quali non condivide gli orientamenti sessuali.
Non è mica solo Michaela (con l’H) Biancofiore! Il PDL e lo stesso PD sono pieni di cattolici che antepongono la fede cattolica e i suoi precetti alla fedeltà alle Istituzione e alla costruzione di spazi di convivenza e civiltà per tutti: bianchi e neri, giovani e anziani, ma anche etero e omosessuali.
Non si possono servire due padroni. O si impara a distinguere la sfera privata del sacro da quella pubblica della politica (come - per fare un esempio recente - ha espressamente fatto Renzi, leggete QUI la sua lettera di qualche giorno fa), oppure si sarà cattivi politici, incapaci di servire la Nazione, di leggere i bisogni dei propri cittadini e trovare soluzioni aperte e inclusive.
(4 Maggio 2013)
La particolare situazione politica, il governo Letta, la mancanza di alternative, il futuro incerto… sul mio nuovo post su Fanpage!
Devo segnalare un libro uscito qualche mese fa ma ancora assolutamente attuale che racconta l’ascesa di Beppe Grillo, il suo incontro con la politica, il rapporto con Casaleggio, la (presunta) democrazia del web e tutto quanto altro occorre sapere per avere una visione chiara anche del Movimento 5 Stelle.
Si tratta di Giuliano Santoro, Un Grillo qualunque. Il Movimento 5 Stelle e il populismo digitale nella crisi dei partiti italiani, Castelvecchi editore, ottobre 2012.

Il libro è ben scritto, scorrevole, documentatissimo, a metà fra inchiesta giornalistica e saggio sociologico. Non è un pamphlet polemico ma analisi seria di documenti provenienti in gran parte da Grillo stesso e dal suo blog, oppure da indagini e studi di sociologi e semiologi. Lo raccomando sentitamente, specie a chi ha simpatie per il Movimento 5 Stelle, perché troppe cose sono sconosciute, o dimenticate, o “perdonate” dal popolo dei grillini.
Il volume, per quanto ben scritto, è impegnativo e non si presta a letture superficiali. Scopriamo qui la natura sostanzialmente qualunquista e di destra del Grillo-politico delle origini; il perverso legame con Casaleggio e l’intreccio economico-finanziario che li lega; le contraddizioni palesi, le giravolte programmatiche. Ma soprattutto impariamo come si costruisce un impero col web 2.0, che nulla ha di democratico e di partecipativo: l’uso disinvolto di censure, troll, fake e altre subdole strategie di consenso in parte finto, in parte falsato, in parte frutto dell’emotività (e non della ragione) della Rete. Per molti versi un libro che - al di là di Grillo - insegna molto su come usare i social network e come difendersene. Assolutamente da leggere.
(30 Aprile 2013)
Enrico Letta incaricato di formare il nuovo indispensabile Governo. Letta è il vicesegretario del PD (il segretario, Bersani, si è dimesso formalmente ieri, e quindi Letta è l’attuale n°1 del partito), ha un’origine politica nei Popolari, e quindi ha posizioni moderate che possono conciliare il dialogo destra-sinistra, ha già ricoperto incarichi governativi e ha solo 47 anni (che per la politica italiana è come essere dei bimbi).
I nomi che si fanno per i vari ministeri sono - al momento - da buoni a eccellenti (poi vedremo nelle alchimie del dialogo interpartitico cosa in realtà esca fuori).
A questo punto occorre usare la testa:
A questo punto succederà solo una di questa due cose:
(24 Aprile 2013)
Debora Serracchiani (PD) vince - di misura - le elezioni in Friuli. Crollo dei votanti (solo poco più del 50%). Il M5S, che alle recenti politiche aveva avuto un buon successo, perde addirittura 14 punti. C’è poco da dire:
Conclusione: il test Friulano, a due mesi dalle elezioni politiche, è un test interessante che rivela semplicemente che tutti i problemi sono sempre lì, sul tavolo, in attesa di risposte. E queste risposte non vengono dal M5S.
(23 Aprile 2013)
Vi piace Renzi? Ecco una sua importante intervista. NON vi piace Renzi? Questa è l’occasione per leggere il suo programma e le sue idee e dare, eventualmente, un “perché?” alle vostre antipatie.
(22 Aprile 2013)
Il mio ultimo post su Fanpage parla dei cocci del PD frantumato…
Il mio ultimo post su fanpage. Non saprei dire i contenuti, ma il titolo è fighissimo…
http://www.fanpage.it/alla-vigilia-del-diluvio-universale-si-sentiva-giusto-qualche-brontolio-nel-cielo/
Amo Milena Gabanelli. Giornalista coraggiosa che denuncia (prendendo a volte qualche cantonata) i mali dell’Italia. La sua rubrica Report è un pugno sullo stomaco per chiunque abbia a cuore il Paese, la democrazia, la normale convivenza civile. Onore a lei che onora il mestiere della giornalista.
Detto ciò, per quanto sia brava come giornalista è, con tutta evidenza, inadeguata come Presidente della Repubblica. Certo, la Costituzione ammette all’elezione qualunque cittadino, ma la complessità politico-istituzionale impone un/una Presidente molto compreso dalla complicata rete delle istituzioni, conoscitrice (non superficiale) di Costituzione, leggi e regolamenti delle Camere, con reti elevate di relazioni, anche personali, con decine e centinaia di terminali (personalità, parti sociali, associazioni) in italia e all’estero, e una credibilità - o quanto meno un’accettazione - presso parti politiche avverse, proprio perché il lavoro di Presidente è, fra l’altro, quello di cucire diversità, di avvicinare contrapposizioni… Insomma: chi ha visto l’intricato garbuglio in cui Napolitano si è districato in questi 24 mesi, sa che non basta essere bravi, intelligenti, appassionati, come certamente Gabanelli è, per essere un buon Presidente. Occorre avere ciò che Gabanelli, purtroppo, non ha: ampia esperienza politica oppure istituzionale.
Il M5S ha commesso quindi l’ennesimo errore, interno ed esterno:
Caro mio lettore, tu hai per caso votato M5S? Sei contento di essere tanto coerente e di non contare assolutamente niente?
(16 Aprile 2013)
Cari amici tumbleriani, sapere che Parolechiave è un blog laico. La lettera del cattolico Renzi alla Repubblica di oggi rappresenta appieno il concetto di laicità, spirito democratico, inclusione e tolleranza che auspico in un leader ideale. Oggi che il Partito Democratico vive una crisi paurosa, con l’Italia sull’orlo del baratro, credo ancor più nelle capacità di Renzi di guidare con successo un prossimo governo democratico e riformista.
Caro direttore, nel delicato puzzle che i partiti stanno componendo per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica torna in queste ore prepotentemente in voga l’espressione: “Ci vuole un presidente cattolico”. In particolare questa espressione viene richiamatata dai sostenitori, bipartisan, di Franco Marini che provano così a giustificare la candidatura del proprio beniamino. Non è questa la sede per pronunciarsi sulla possibile scelta. Se la politica non avesse perso i legami con il territorio basterebbe una banalità: due mesi fa Marini si è candidato al Senato della Repubblica dopo aver chiesto (e ahimè ottenuto) l’ennesima deroga allo Statuto del Pd. Ma clamorosamente non è stato eletto. Difficile, a mio avviso, giustificare un ripescaggio di lusso, chiamando a garante dell’unità nazionale un signore appena bocciato dai cittadini d’Abruzzo. Dunque, non è il no a Marini - già candidato quattordici anni fa - che mi spinge a riflettere sulla frase “Ci vuole un Presidente cattolico”.
Mi sembra invece gravissimo e strumentale il desiderio di poggiare sulla fede religiosa le ragioni di una candidatura a custode della Costituzione e rappresentante del Paese. Faccio outing: sono cattolico, orgoglioso di esserlo e non mi vergogno del mio battesimo. Cerco, per quanto possibile, di vivere la fedeltà al messaggio e ai valori di Cristo e - peccatore come tutti, più di tutti - vivo la mia fede davanti alla coscienza. Nell’esperienza da Sindaco, naturalmente, agisco laicamente: ho giurato sulla Costituzione, non sul Vangelo. Rappresento la città, tutta intera, non solo quelli con cui vado alla Messa la domenica. E sono tuttavia convinto che l’ispirazione religiosa, non solo cattolica non solo cristiana, possa essere molto utile alla società.
In queste ultime settimane la Chiesa Cattolica ha scelto (in tempi decisamente più rapidi della politica, ma questa è un’altra storia) una guida profondamente innovativa. Papa Bergoglio sta rendendo ragione della speranza cristiana con gesti di altissimo valore simbolico e di rara bellezza. Muove e commuove il pontefice argentino, parlando al cuore dell’uomo del nostro tempo, con uno stile che regala emozione e suscita pensieri. Francesco parla anche alle altre confessioni, ai non credenti, agli agnostici: si pone come portatore di entusiasmo e di gioia di vita. Questo, del resto, dovrebbe essere il Vangelo, la Buona Notizia.
I politici che si richiamano alla tradizione cattolica, invece, sono spesso propensi a porsi come custodi di una visione etica molto rigida. Non c’è peggior rischio di incrociare il cammino con i moralisti, specie quelli senza morale. Personalmente dubito di chi riduce il cristianesimo a insieme di precetti, norme etiche alle quali cercare di obbedire e che il buon cristiano dovrebbe difendere dalle insidie della contemporaneità. Questo atteggiamento, così frequente in larga parte del mondo politico cattolico, è a mio giudizio perdente. Ma ancora più in basso si colloca chi utilizza la propria fede per chiedere posti. Per pretendere posti. Per reclamare posti non in virtù delle proprie idee, ma della propria confessione.
Proprio ieri il Vangelo della domenica riportava l’entusiasmo di Pietro sulla barca incontro al suo Signore. Quanta bellezza, quanta umanità, quanto impeto. Poi ti capita di tornare alla politique politicienne e trovi il candidato che si presenta in quanto cattolico, riducendo il messaggio di fede a un semplice chiavistello per entrare nelle stanze dei bottoni.
Mi vergogno, da cattolico ma prima ancora da cittadino, di una così bieca strumentalizzazione. Non mi interessa che il prossimo presidente sia cattolico. Per me può essere cristiano, ebreo, buddista, musulmano, agnostico, ateo. Mi interessa che rappresenti l’Italia. Che sappia parlare all’estero. Che sia custode dell’unità in un tempo di grandi divisioni. Che parli nelle scuole ai ragazzi. Che spieghi il senso dell’identità in un mondo globale. Che non sia lì per accontentare qualcuno. Mi interessa che sia il Presidente applaudito per le strade come è stato quel galantuomo di Giorgio Napolitano. E che sappia dialogare, ascoltare, rispettare. Che sia al di sopra di ogni sospetto e al di là di ogni paura. Mi interessa che sia il Presidente di tutti, non solo il Presidente dei cattolici.
Chi rivendica spazio in nome della confessione religiosa tradisce se stesso. E strumentalizza la propria fede. Tanti, forse troppi anni di vita nei palazzi, hanno cancellato una piccola verità: non si è cattolici perché si vuole essere eletti, ma perché si vuole essere felici. C’è di mezzo la vita, che vale più della politica. E il Quirinale non potrà mai essere la casa di una parte, ma di tutti gli italiani.
(La lettera sulla Repubblica è QUI)
(15 Aprile 2013)
Vorrei tanto scrivere di altre cose. Sì, sempre di politica ma, per esempio, se Renzi scende in campo o no; cosa succede in casa PDL; che fine ha fatto Giannino… Ma come una sirena perversa Beppe Grillo monopolizza le mie fantasie. Più che altro i miei sconcerti. Questo è il suo ultimo post:

In pratica Grillo sostiene:
1) Tu elettore, che hai votato M5S per vedere realizzato un cambiamento, e che ritieni si dovesse cambiare in Parlamento fra coloro che condividono idee e proposte, tu elettore non capisci nulla. Tu elettore cittadino del cavolo, hai sbagliato. Tu elettore deficiente che per una democrazia (che è solo un intralcio) ci hai votato, togliti dalle palle perché ognuno vale uno ma tu che non capisci niente vali meno di zero!
2) Grillo infila poi la sua litania delle “idee sante”, scritte a modo suo, scritte in maniera tendenziosa, senza tenere in debito conto che almeno alcune sono parte integrante del programma di Italia Bene Comune (PD + SEL) e che sono confluite, con vistose sottolineature, nei famosi otto punti di Bersani. Io sono assolutamente convinto che senza l’affermazione del M5S Bersani non avrebbe così potenziato questi elementi, come sono convinto che dentro il PD ci siano forze molto più disponibili a questi cambiamenti e altre meno. Ma sostenere che TUTTI, assolutamente tutti gli altri, siano solo il vecchio, marcio, dannato, schifoso mondo da abbattere, e che solo, solo, solo il M5S sia detentrice della santità, è semplicemente un falso. In questo modo si otterrà solo di non fare alcun cambiamento ed esasperare ancor più i “cittadini”.
(4 Aprile 2013)
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