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    Perché odiare Trenitalia

    Sono in viaggio verso Bergamo perché domattina partirò per Budapest dall’aeroporto di Orio al Serio. Avevo deciso di partire all’alba e passare la giornata a visitare Bergamo, ma il cattivo tempo mi ha dissuaso. Dopotutto Bergamo la conosco. Decido quindi, ieri pomeriggio, di cambiare l’orario e i treni per arrivare in serata.

    Come si fa per cambiare il biglietto?

    Prima di tutto si va sul sito di Trenitalia perché siamo moderni e facciamo tutto su Internet. Quelle brave persone hanno deciso, mesi fa, di rinnovare il loro funzionalissimo sito, e ora purtroppo non funziona più nulla. Sistemi farraginosi, cul de sac demotivanti, estetica peggiorata ma, quel che più importa, funziona a singhiozzo. Il pulsante “Cambio biglietti” conduce a un segnale d’errore, impossibile andare avanti. Cosa si fa allora?

    Si telefona al loro numero verde dove sono in collegamento con una gentile operatrice in pochi istanti. Fantastico! Espongo il problema e la gentile operatrice mi spiega gentilmente che non può aiutarmi perché, spiacenti, non funziona il-non-so-cosa delle Frecce e lei non può procedere. Sono volgare se dico ‘merda’?

    Prendo la macchina e vado alla stazione. Lunga fila nell’unico sportello aperto. Unico sportello. Perché dovete capire che abito in una piccola città, Perugia, che oltre a essere capoluogo di Regione ha due università, un turismo imponente e siamo in piena kermesse di Eurochocolate. Uno sportello. Mi metto in fila e dopo il suo giusto tempo arriva il mio turno e una gentile e assai professionale operatrice mi fa il benedetto cambio. Mezz’ora. Dico mezz’ora con la fila dietro di me che si allungava, perché lo avevo fatto con la carta di credito e questo pone dei vincoli (ma se li compri su Internet come dovresti pagare?); poi bisogna prima scaricare i biglietti vecchi imputando a mano (A MANO!) nel terminale i vari codici, attendere che il lentissimo sistema li accetti, ficcare poi i biglietti vecchi in una feritoria per un qualche cavolo di controllo elettronico (prima a mano poi verificato da un lettore ottico? Boh?) poi selezionare il nuovo itinerario, poi decidere come fare perché col nuovo itinerario spendevo venti centesimi di meno (VENTI CENTESIMI) e quindi il sistema non andava avanti… e bla e bla e bla… non chiedetemi di più perché ho capito la metà.

    Viva Trenitalia. Anzi: viva l’Italia!

    (27 Ottobre 2012)

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    1. postato da bezzicante
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