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    L’uscita di scena del grande simulatore

    Berlusconi lascia davvero? O è l’ennesimo inganno cui seguirà un nuovo coupe de théâtre?

    Io dico che lascia davvero, e non passerà molto tempo per vedere se ho ragione o no. Lascia perché non è uomo capace di gestire le macerie, non saprebbe organizzare la riscossa della sua parte perdente, non troverebbe nuove storielle divertenti davanti a un mondo che improvvisamente gli si è rivoltato contro anche nel suo stesso partito. Ci vogliono uomini veri nella sconfitta, e Berlusconi è uomo di plastica, è una fiction televisiva, è l’uomo dell’eterno quiz a premi, è l’uomo che parla, poi straparla, poi rettifica, poi smentisce se stesso, poi ne spara un’altra più grossa mentre tutti gli sorridono e gli fanno “sì” con la testa, non può sopportare un pubblico che fischia e rumoreggia e non ride più alle sue battute.

    Sono quasi vent’anni che Berlusconi governa, e le brevi interruzioni dei debolissimi e screditati governi di centro-sinistra non contano, non hanno mai contato. Perché non aveva nessuna importanza se Berlusconi era primo ministro (e lo è stato per un bel po’ d’anni) perché comunque dominava il berlusconismo, che è il veleno culturale e morale che ha distrutto il Paese e inquinato tutti, nessuno escluso.

    Il berlusconismo è la cultura del gesto sopra quella dell’azione, della battuta sopra quella del ragionamento, del corpo sopra quella della morale. Sorretto da un impero mediatico formidabile ha blandito, ammorbato, addormentato, lusingato il popolo italiano per quasi un ventennio, mettendo così in luce la nostra atavica debolezza critica, la nostra fragilità morale, la nostra omertosa complicità col potere, ben nota da secoli e ben descritta da tanti autori europei sin dal Settecento, se non ci dovessero bastare le fulminanti parole di Giacomo Leopardi sul carattere degli italiani.

    Ed è incomprensibile che una quota minoritaria ma non trascurabile di italiani ancora lo sostengano; non i palazzinari e le mignotte, ma cittadini per bene anche se creduli, onesti anche se disinformati. Una chiara e serena capacità di guardare oltre il proprio naso rivelerebbe facilmente non solo “chi è” Berlusconi, ma le rovine che ci lascia.

    • un’economia disastrata; sì la crisi, come no? La crisi c’è stata anche in Germania, anche in Francia, anche in Inghilterra. Perché noi siamo arrivati a un passo dalla catastrofe greca? Il debito pubblico esploso, l’assenza di politiche industriali, la fuga degli investitori esteri durante i governi Berlusconi, il mancato ammodernamento infrastrutturale… e sopra a tutto ciò una coperta fatta di rassicurazioni false, di promesse sul “ponte di Messina”. Anche se siete di destra non pensate che queste siano bugie, trovate i dati su Internet, non è difficile vedere il disastro lasciato, un disastro che significa fabbriche chiuse, giovani disoccupati, redditi delle famiglie al lumicino…
    • una giustizia sfasciata con leggi e leggine sempre e solo (sempre e solo) pensate per salvare il Grande Capo dai suoi guai giudiziari; non è vero che Berlusconi è stato perseguitato dai magistrati e sempre assolto. In alcuni casi è stato assolto, ma in alcuni processi maggiori l’ha scampata per prescrizione, perché nel frattempo aveva cambiato le leggi, perché è riuscito a non fare celebrare i processi… Non è possibile credere nella giustizia quando la Giustizia è stata ammorbata da questo continuo attacco.
    • Scuola, Università, ricerca a livelli primordiali. Corruzione a livelli sub-tropicali. Paesaggio distrutto dalla speculazione. Bisogna continuare?

    Ora Berlusconi lascia. Non perché tutto questo gli faccia orrore ma perché sono arrivati i fischi dal pubblico che non ride più del Bunga Bunga, è stufo dell’enorme discredito internazionale. C’è voluta la crisi. Come sempre è con la pancia vuota che il popolo è disponibile a ragionare e a vedere chi l’ha ridotto così, perché altrimenti, ahimè, i codazzi di adulatori sarebbero ancora lì a onorare il grande simulatore.

    Tenete, amici lettori, questi versi di Dante sono una giusta chiusa a questo furioso post.

    Ahi serva Italia, di dolore ostello,

    nave senza nocchiere in gran tempesta,

    non donna di provincie, ma bordello!

    Dante, Purgatorio, VI, 76-78

    (25 Ottobre 2012)

    Note

    1. onepercentaboutanything ha rebloggato questo post da zeldazong
    2. zeldazong ha rebloggato questo post da bezzicante e ha aggiunto:
      Berlusconi lascia davvero? O è l’ennesimo inganno cui seguirà un nuovo coupe de théâtre? Io dico che lascia davvero, e...
    3. postato da bezzicante
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