Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Una vecchia vignetta di Altan recitava: “L’italiano è un popolo straordinario. Peccato che non riesca ad essere normale!”.
E così adesso la rinuncia di Veltroni a ricandidarsi alle prossime elezioni appare una cosa straordinaria, un atto di umiltà strepitoso, un segno di carattere cristallino. Lo è, in effetti, ma solo perché siamo in Italia e lo compariamo con quello di Formigoni incollato con l’Attack sulla poltrona; con quello di Minetti che dice che non occorre essere preparati per fare i politici; con quello di Fiorito che continua - con la bocca piena - a dire di essere un onest’uomo. Perché se guardassimo a questa fenomenale rinuncia con gli occhi di un popolo normale, dopo 25 anni di politica e sonore batoste dovute alla sua insipienza politica era ben ora che se ne andasse. Né ci deve fuorviare il fatto che gente ben peggiore (dentro il suo stesso partito) stia ancora lì; che il perdente di lungo corso D’Alema, il Fassino di ramificata famiglia politica e Bersani stesso stiano tranquillamente al loro posto con molti altri, e alcuni di questi siano ben peggiori di Veltroni, non rendono il gesto di quest’ultimo “eccezionale”. Solo normale. E’ che non ci siamo abituati.
Adesso però vigiliamo: che Veltroni non si ritrovi - come centinaia di ex politici - a godere le prebende di qualche Ente oscuro, Agenzia trascurabile dove godere la pensione come Presidente, oppure in consigli di amministrazione di una qualche società parastatale…
(15 Ottobre 2012)
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