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Il blog di Claudio Bezzi
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    “Siamo tutti Sallusti”? Ma per niente!

    Simpatico Sallusti. La vicenda della sua condanna  sta perdendo appeal (condanna, ricordiamo, non già per avere espresso una libera opinione, come sostiene lui, ma per aver consentito a un ex giornalista già radiato dall’Ordine di istigare all’odio [“meriterebbero di morire”] contro un magistrato e altre persone sulla base di notizie false” - ne ho parlato QUI, potete documentarvi). Il candidato martire della libertà di stampa non fa più notizia, la campagna “siamo tutti Sallusti” non ha avuto il successo sperato, e quindi lui insiste. Sul Giornale trovate un suo articolo da cui traggo queste belle frasi:

    Io sono vittima non della legge ma di due magistrati che hanno applicato le norme in maniera folle, che, con arbitrio, arroganza, odio politico e personale, hanno stabilito che io sono socialmente pericoloso, come pedofili e spacciatori.

    Sallusti lamenta “l’odio personale”, ma avere scritto sul suo giornale se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice”, questo invece è un atto d’amore? 

    Prosegue Sallusti:

    i magistrati che hanno condannato Sallusti sono in malafede, vanno condannati per abuso di potere e radiati, qualsiasi dibattito è ipocrita e inutile.

    Interessante: i magistrati sono in malafede, ma il suo articolo falso no. I magistrati vanno condannati per abuso e radiati, ma lui no…

    Insomma: nel suo delirio da candidato martire che non riesce a immolarsi eroicamente perché non c’è più nessuno che lo calcola, Sallusti non si accorge che imputa ai magistrati le sue colpe e chiede per loro il castigo che ritiene ingiusto per sé. Questa follia, questi giudizi pelosi, non so se sono parte di un disegno cinico e in malafede o di un carattere contorto e problematico, ma non fanno che confermare il giudizio modesto e poco lusinghiero sull’uomo.

    Poi, sia chiaro, i problemi di libertà di stampa e di espressione in Italia sono seri e gravi, ma sono altri.

    (8 Ottobre 2012)

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