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Il blog di Claudio Bezzi
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    Ancora Polverini. Perché dobbiamo capire fino in fondo

    Oggi sulla Repubblica Giannini dice bene e meglio quanto io ho scritto ieri e che vale la pena di riepilogare:

    1. la Polverini non può tirarsi fuori e non riesce a cadere in piedi; le sue enormi responsabilità oggettive potranno non riguardare la magistratura ma la politica sì: lievitazione delle spese, clientele, collusioni e assolutamente tardive dimissioni sono colpe sufficienti per renderla impresentabile da qui in avanti;
    2. l’UDC ne esce per quella che è; un partito ambiguo che fino alla fine ha resistito cercando di stare aggrappato alle poltrone e relative prebende. Ci pensi bene Bersani che sembra tanto attratto…
    3. le opposizioni hanno fatto a loro volta una figura meschina; non avranno partecipato a feste in costume da maiale ma immaginare che nulla sapessero, nulla intuissero, nulla immaginassero mentre si spartivano anche loro fette abnormi di denari pubblici è assurdo.

    Giannini prosegue con un’analisi politica generale sul crollo della destra. Anche di questo abbiamo già parlato in questo blog. Il crollo della destra berlusconiana dopo vent’anni di malgoverno può fare piacere a chi è di idee diverse, ma occorre riflettere su alcune questioni:

    1. quella destra che ha governato per quasi vent’anni l’Italia e il Lazio (stessa cosa, stesso stile) ha vinto legittime elezioni. L’indagato Fiorito ha avuto decine di migliaia di preferenze dategli da cittadini liberi; perché? Com’è stato possibile?
    2. il vuoto creato dal crollo della destra non è sano; il berlusconismo ha cannibalizzato ogni residuo liberale nel Paese e questo - indipendentemente da come la pensiate - non è bene per il complessivo assetto politico italiano;
    3. sull’altro fronte il centro-sinistra ha sempre più a portata di mano la vittoria alle prossime elezioni, ma occorre leggere cosa ci sia dentro quel blob che chiamiamo “centro-sinistra”; occorre capire con chi si alleerà per governare (Casini o Vendola per intenderci); e riflettere su quanto durerà un governo di “centrosinistra” diviso fra liberalismo filo-montiano e il suo opposto, aperture ai diritti civili ed etici e il suo contrario. La crisi della destra deve indurre anche alla rifondazione del centro-sinistra.

    (25 Settembre 2012)

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