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Il blog di Claudio Bezzi
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    Morti per Maometto

    Scrive La Repubblica: “Una folla imbufalita ha messo a ferro e fuoco il consolato americano a Bengasi. La scintilla della violenza è stata offerta da un film ritenuto blasfemo prodotto da un gruppo di copti residenti negli Stati Uniti”. E c’è stato un cittadino americano morto. Dimostrazioni anche al Cairo dove i dimostranti - come riporta La Stampa - avrebbero gridato “Se la vostra libertà di espressione non ha limiti, dovrete accettare la nostra libertà di azione”.

    Quest’ultimo slogan, in particolare, mi pare significativo: se tu dici una cosa che non mi piace - questo è il succo - io sono libero di colpirti (e potendo di ammazzarti?).

    Qualche giorno fa avevo postato su questo blog una vignetta che rappresenta bene questa mentalità dei fanatici musulmani:

    Abbiamo molti precedenti, dal romanzo di Salman Rushdie Versi satanici (costatagli una fatwa, ovvero una sentenza di condanna a morte da parte di Khomeyni) alle vignette danesi del 2005.

    Io non ho visto il film e non so quanto possa urtare la sensibilità religiosa dei musulmani, ma mi sembra che quando esce nelle sale un film ateo o agnostico o anti-religioso (e ce ne sono tantissimi, QUI trovate una filmografia) si assiste a proteste della gerarchia ecclesiastica ma NON a torme di esaltati cattolici che mettono a ferro e fuoco gli odiati bersagli; e, a ben osservare, appena appena la gerarchia cattolica osa fare rimostranze si scatena una polemica risposta da parte di laici che ritengono, quelle della Chiesa, ingerenze intollerabili.

    Quel che si misura in questi fatti è la straordinaria distanza che separa questi fanatici dal concetto di modernità che permea l’Occidente, dove vige una netta separazione fra Stato e Chiesa, e quindi fra diritti civili (e di espressione) e ambito spirituale. Ciò non risparmia polemiche anche aspre fra credenti e non credenti; risparmia disordini e morti ammazzati in nome di Allah.

    P.S.: i siti islamici in italiano (ce ne sono molti) sono zeppi di buone intenzioni, pensieri elevati e spiegazioni pacate ma non prendono mai una posizione su questi avvenimenti. Proprio per favorire dialogo reciproco e integrazione sarebbe ora che apparissero chiare e ferme condanne.

    —-

    Ore 12,30 - Le notizie si aggiornano tragicamente: non un morto (che già sarebbe intollerabile) bensì quattro, fra i quali l’ambasciatore USA. Scritte inneggianti “Osama” (Bin Laden) appaiono intanto sui muri dell’ambasciata americana in Egitto. Questa folle fanatica e feroce, che protesta per un film che non ha visto e uccide in nome di Allah deve fare paura, ma deve ora anche temere le inevitabili reazioni internazionali.

    Note

    1. postato da bezzicante
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