Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Visto Giovanni Favia, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle di Grillo, che guaio ha combinato alla trasmissione Piazzapulita, sulla 7? Se ve lo siete persi cliccate QUI.
Un articolo per capire meglio chi è Favia e quali siano stati i suoi recenti rapporti con Grillo (dal punto di vista di Repubblica, non certo teneri con lui) lo trovate QUI. Al momento in cui scrivo (7 Settembre, ore 9,00 circa) non c’è alcuna reazione sul sito di Grillo.
Cos’è successo, in due parole? Che la sbandierata “democrazia” di cui si riveste polemicamente Grillo appare falsa, finta, retorica, ammuffita, una patacca buona per i fessi. Che dietro Grillo c’è un anima nera. Che il M5S non ha un carattere, una linea (se non vaga), un’ideologia, un programma. Che se non è oggi col “caso Favia” il crollo del Movimento sarà domani con altri casi analoghi, perché non essendoci collanti forti a tenere in vita questo blob multiforme se non il carisma di Grillo, è inevitabile (i-ne-vi-ta-bi-le!) che collassi.
Il grillismo poteva essere un ottimo sale della politica asfittica italiana: alcune buone idee-guida (acqua pubblica, limite al mandato parlamentare, pulizia etica…), una grande capacità di mobilitazione giovanile on line. Tutto sprecato nei deliri grilleschi. Tutto buttato al macero aggiungendo, per tantissimi giovani, disillusione a disillusione. Leggere il blog di Grillo con distacco, senza cioè adesione fideistica e cieca, divide fra due sentimenti: confusione e disgusto. Confusione per l’accozzaglia di idee contraddittorie e sovrapposte, raramente chiare; e disgusto per il tono strafottente, per la demonizzazione degli avversari e per il linguaggio oltraggioso che può entusiasmare menti da ultrà ma che giustamente è stato qualificato come “fascista”.
Non ho mai creduto che gli attuali sondaggi, che accreditano Grillo di circa un 20% di voti, si possano proiettare sulla prossima Primavera quando andremo effettivamente a votare. Ho sempre pensato che il M5S non avrebbe retto la distanza. Non si può gridare sempre più forte per avere sempre più attenzione: a un certo punto la voce manca.
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