Parolechiave

Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.

Cerca

Pagine speciali:

Ultimi scatti Instagram

    Di più - Instagram

    Trovami anche su...

    Lessico contemporaneo: populismo

    In una Lettera aperta a Martin Schulz sul blog di Grillo ho trovato una frasettina che mi aiuta magistralmente a spiegarvi cosa debba intendersi - a mio modo di vedere - per “populismo”.

    La frase è questa:

    In quanto all’euro, non ho detto che bisogna uscirne, non voglio arrogarmi una decisione così importante, ho proposto invece che siano gli italiani attraverso un referendum a decidere. Non è democrazia?

    Prescindendo dall’impossibilità costituzionale di sottoporre a referendum abrogativo un trattato internazionale, secondo Grillo sarebbe democratico decidere con un referendum se stare o no nell’Euro. Facciamo un gioco: pensate velocemente, fra voi e voi, alle seguenti questioni:

    • conoscete sufficientemente le norme dei trattati internazionali, sottoscritti dall’Italia, relativi all’Eurozona? Ne conoscete i meccanismi, gli impegni, le norme e procedure che regolano la permanenza e l’eventuale uscita di un Paese membro?
    • avete un’idea degli elementi a favore o contro l’Euro in termini di bilancia dei pagamenti nell’ultimo decennio (periodo di applicazione dell’Euro), investimenti esteri maggiori o minori, facilità di accesso al credito per le imprese e conseguenze di tutto ciò nel mercato del lavoro (cioè in termini di occupazione)?
    • avete letto studi comparativi sulla situazione con e senza Euro in Europa in termini di occupazione, inflazione, esportazioni, investimenti?
    • mi fermo qui…

    Credo che in pochissimi sappiano rispondere con sufficiente competenza e dettagli a queste domande e altre simili, ma di questo si parla quando si afferma di voler “uscire dall’Euro”: sapere se si può fare, in che modo lo si possa fare e, soprattutto, quali conseguenze si registrerebbero.

    L’informazione media invece degli eventuali votanti a un referendum pro/contro Euro sarebbe quella acquisita al bar Sport; una spolverata di notizie rimasticate da qualche telegiornale; la massiccia disinformazione (non riconosciuta come tale) sparsa a piene male da quotidiani e blog volutamente dedicati alla distorsione dei fatti.

    Quel che voglio dire è che c’è un’evidente asimmetria informativa fra poche migliaia di persone addette ai lavori (che possono avere opinioni differenti, ma le fondano su competenze e conoscenze reali) e i milioni (tutti noialtri) che andrebbero a decidere del futuro dell’Italia sulla base dei mal di pancia, dei luoghi comuni triti, di orientamenti indotti dalle cattive letture, compagnie, ideologie. 

    Dichiarare di lasciar decidere “al popolo” significa semplicemente lasciar decidere a quei mal di pancia, a quei luoghi comuni, alla disinformazione, alla sirena di chi ha strillato di più. La Democrazia non è governo del mal di pancia. La Democrazia è governo del popolo nel senso che deve essere fatto nel suo interesse. La politica sanitaria deve essere guidata e orientata da persone competenti in medicina (altrimenti i vari Di Bella impazzerebbero); la politica economica da chi ha competenze e visioni generali ampie delle interrelazioni economiche fra Paesi; la politica culturale da chi ha competenze e passione per la cultura… Il popolo - attraverso i meccanismi previsti (i partiti, le elezioni…) - deve esercitare il controllo su tali esperti: che siano realmente tali, che lavorino nell’interesse del Paese, che non approfittino delle loro cariche per scopi personali. E decide ovviamente, col voto alle elezioni, anche degli orientamenti generali della nostra politica (incluso il favore e l’ostilità verso l’Euro) ma sulla base di indirizzi e rappresentazioni che i partiti sono chiamati a fare anche forzando i mal di pancia popolari (se vogliono essere “guide” e non solo strumenti di marketing elettorale).

    Così come a nessuno verrebbe in mente di indire un referendum per decidere se una determinata pratica medica sia accettabile oppure no, o per stabilire la natura dei neutrini, così non si capisce perché un referendum dovrebbe far decidere della permanenza nell’Euro.

    Ecco: “populismo” è il continuo rinviare (demagogico, infruttuoso, pericolosissimo) a un popolo che non ha per definizione gli strumenti per entrare nel merito tecnico delle questioni.

    —-

    (Sul lessico contemporaneo si può vedere anche: strumentalizzazione)

    Note

    1. postato da bezzicante
    I commenti alimentati da Disqus

    Caricando