Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Incomincio a sentire un leggero capogiro, un vago sentore di nausea.
Secondo indiscrezioni (?) della Repubblica - che riprende dichiarazioni pubbliche di esponenti importanti di quel partito - c’è pronto un organigramma bloccato del PD per i vari posti del futuro governo: Bersani premier (e fin qui può essere abbastanza ovvio), Veltroni presidente della Camera, D’Alema ministro e così via tutti gli altri, evitando le primarie per non affrontare Renzi. Se fosse vero sarebbe l’ennesimo caso di vecchio che avanza, di blindatura della nomenklatura, di autodifesa estrema e poco decente di una classe politica che suscita perplessità.
Ieri sera, per aggiungere perplessità, ho sentito in televisione D’Alema dichiarare che al di là di ogni dichiarazione il futuro governo (a guida PD) sarà di fatto con SEL e con UDC (D’Alema non ha aggiunto “… e non rompete i coglioni!” ma l’ha fatto intendere). Capisco le necessità numeriche (avere più voti) e tattiche (compattare un’area anti-berlusconiana, accontentare aree politiche differenti interne al PD stesso…) ma non riesco assolutamente a capire come si possa costruire un programma politico con forze che si richiamano a valori completamente differenti.
Naturalmente spero che la Repubblica si sbagli e che D’Alema abbia approfittato di un microfono senza rappresentare la linea del PD (in particolare della linea segreta e vera, ammesso che ne esista una segreta e vera). In caso contrario resto affranto. Questo rimarrebbe il modo migliore per fare vincere l’astensionismo, Grillo, Di Pietro, Maroni e tutti coloro che sono “contro” qualunque cosa e - fatto assai più grave - creerebbe i presupposti per un disastro economico-finanziario, di politica industriale, di politica estera (per tacere dei diritti civili) che nessun futuro governo “di Professori” potrebbe rimediare.
(5 Settembre 2012)
—-
Naturalmente sono arrivate le smentite (le trovate QUI). Speriamo bene…
(6 Settembre 2012)
Caricando