Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Chi produce e vende armi ai Paesi in via di sviluppo, notoriamente ansiosi di scannare i propri vicini, affogare nel sangue le sommosse dei dissidenti e lastricare di cadaveri la strada dello sviluppo e del progresso? Scommetto che già lo sapete. USA e Russia da sole si pappano due terzi del mercato come rivela The Economist:

Niente paura, noi europei la nostra parte riusciamo a farla anche se in posizione di rincalzo, e l’italica Finmeccanica - coi suoi circa 14 miliardi di dollari annui - occupa l’ottavo posto fra i produttori mondiali rendendoci giustamente orgogliosi.

(L’elenco completo con più dati può essere consultato sul sito SIPRI - Stockholm International Peace research Institute).
Una delle cause del perdurare della guerra civile siriana, che produce migliaia di vittime civili, è il veto russo (e cinese) al Consiglio di sicurezza Onu a qualunque risoluzione di intervento o di semplice condanna. Adesso vi sarà più facile comprendere il perché; la Russia continua tutt’ora, oggi, a conflitto aperto, a inviare armi ad Assad e, come si sa, business is business.
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