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Il blog di Claudio Bezzi
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    Sì a Casini, intendevo a Di Pietro, volevo dire a Vendola…

    Il dopo-Monti? Comunque vada sarà un disastro.

    Il centro-sinistra è dato vincente dai sondaggi e dal buonsenso ma è legittima la domanda “quale centro-sinistra?”

    Se il PD sarà comunque l’ovvio, indispensabile e ineludibile pilastro dello schieramento occorre chiedersi chi potranno essere i veri alleati:

    • l’UDC di Casini? Pro: raccoglierebbe voti di quei moderati non berlusconiani (o addirittura anti-berlusconiani) ai quali la componente moderata e cattolica del PD già guarda; garantirebbe una continuità col governo Monti (rigore, approccio liberale, Europa…) che il PD sa comunque essere necessaria; impedirebbe una sua fuga a destra in funzione anti-governativa una volta passate le elezioni. Contro: incompatibile con IDV e con SEL; schiaccerebbe tutta la politica sociale del PD verso soluzioni “cattoliche” (aborto, contraccezione, fine vita…) incompatibili con una fetta preponderante dei simpatizzanti PD; schiaccerebbe tutta la politica economica verso un eccesso di liberalismo incompatibile col PD;
    • l’IDV di Di Pietro? Pro: hanno già governato assieme e sembra una cosa logica riprendere la “foto di Vasto”; meglio Di Pietro in casa amico scomodo che fuori casa avversario virulento (forse); i temi IDV (legalità, istituzioni) sono comunque temi seri. Contro: Di Pietro si è cacciato in un vicolo cieco di demagogia e attacco a Napolitano che non può essere accettato dal PD; presumibilmente i voti di IDV non sarebbero determinanti;
    • SEL di Vendola? Pro: un’agenda molto più ragionevole di quella dei tempi di Rifondazione, in buona parte compatibile con quella del PD; costituirebbe la “sponda sinistra” del PD (in alternativa a Casini “sponda destra”) forse necessaria per dare un’impronta meno liberale e più popolare al futuro governo, e quindi in grado di attrarre più consensi elettorali in periodo di crisi. Contro: incompatibile con Casini; imporrebbe alcune misure economiche (p.es. patrimoniale) fortemente osteggiate dalla destra, da Confindustria e dall’Europa; sarà anche diverso da Rifondazione, ma al PD ancora brucia la precedente disastrosa esperienza di governo.

    Non sarà per caso che Bersani non decide, non rompe i ponti con nessuno e prende tempo.

    Note

    1. postato da bezzicante
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