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    La chiesa di Romney degli Ultimi Giorni

    Il candidato repubblicano alla Casa Bianca è mormone, termine breve per dire che è fedele alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, sorta di stravagante religione cristiana nata a metà dell’800 in America. Nella Patria del bigottismo vantare una fede della grande ed eterogenea famiglia cristiana è un punto comunque a favore ed è molto significativo che si siano schierati per il candidato repubblicano esponenti di spicco di altri rami cristiani come i cattolici (il vescovo di New York Dolan) e gli evangelici (che rilanciano posizioni estremiste che per Romney in campagna elettorale sono scomode). Proprio questi ultimi hanno spiegato che gli elettori non hanno nulla da temere dal fatto che Romney sia mormone perché “quantomeno ha una religione”, al contrario della sinistra.

    E’ qui che si appunta la mia attenzione. Romney meglio perché ha una religione ovvero perché ha un’etica ispirata e dettata da canoni religiosi (ma gli americani intendono “cristiani”, perché un candidato islamico sarebbe considerato un insulto). C’è questa equivalenza ingenua, rozza e pericolosa, cristiano = orientato a un’etica giusta = buono per definizione, contrapposta ovviamente al suo contrario: laico (oppure scarsamente religioso, non particolarmente religioso) = non orientato verso un’etica giusta = non molto buono, potenzialmente cattivo, equivalenza che è falsa. 

    Non posso proporre una lunga argomentazione in questo post per spiegare come invece sia fondamentale separare la fede dallo Stato, la religione dalle questioni di governo e, soprattutto, l’idea di un’etica dalla sua eventuale derivazione trascendente. Ne ho parlato in un vecchio post e se vi interessa sapere perché - secondo me - questa separazione sia fondamentale potete leggerlo QUI.

    E’ comunque evidente che non si può essere servitori di due padroni (Dio e lo Stato) e che fra i due vince senza ombra di dubbio il primo. Avere un forte orientamento fideistico significa desiderare fortemente per tutta la nazione soluzioni legislative orientate dalla propria fede e quindi, per Romney, no all’aborto, no al controllo delle nascite, no ai matrimoni gay e così via, proprio i temi rilanciati dai supporter evangelici di Romney. Chi governa con Dio come guida non crede nella pluralità dei diritti civili, nella tolleranza fra diversi modi di intendere il personale diritto alla felicità, ma piuttosto desidera che tutti vadano in Paradiso secondo la ricetta specifica che la propria religione promette. Quando in Arabia Saudita si è imposto il ramadan anche agli stranieri, anche se di religione differente, si è operato proprio in questa stessa ottica: poiché l’Islam è religione perfetta e rivelazione di Dio, è giusta per definizione, e se è giusta per definizione tutti devono adeguarsi, miscredenti compresi.

    L’avvento del mormone Romney alla presidenza degli Stati Uniti sarebbe una sciagura planetaria anche per la sua fede.

    Note

    1. postato da bezzicante
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