Come apre, per esempio, il Wall Street Journal (edizione on line, tarda mattina)?
- Politica bancaria europea (di spalla);
- campagna elettorale americana (di spalla basso, quindi non la primissima notizia);
- la mossa si Morsi in Egitto (centrale, due colonne con foto, quindi grande enfasi);
- cerimonia di chiusura olimpica (basso, sotto le precedenti).
E Le Monde?
- apertura grande sui giochi olimpici;
- Morsi e l’Egitto;
- conflitto siriano;
- terremoto in Iran;
- dichiarazioni di Hollande sulla Siria e altro.
Il Die Welt:
- Olimpiadi;
- possibile uscita della Grecia dall’Euro-zona;
- dibattito tedesco sulla questione energetica dopo Fukushima;
- uomo ucciso dalla polizia a Manhattan.
Infine il Guardian:
- Olimpiadi;
- Egitto;
- un fatto di cronaca nera;
- prospettive politiche britanniche;
- terremoto in Iran.
Fine della rassegna straniera. Vediamo come aprono i giornali italiani. Iniziamo con La Repubblica:
- Ilva di Taranto;
- Borse e spread;
- protesta contro la presenza di Priebke;
- Olimpiadi;
- i giovani del PDL contro Micciché;
- il piano energia di Passera.
La Stampa:
- Olimpiadi;
- Ilva di Taranto;
- appello di Casini pro-Monti;
- debito pubblico;
- crisi di WindJet.
Corriere della Sera:
- Taglio Province;
- debito pubblico;
- terremoto in Sicilia;
- Ilva di Taranto;
- Olimpiadi.
Libero (il mio preferito):
- La polemica (da loro inventata) sui privilegi di Fini;
- editoriale di Belpietro contro Fini;
- taglio province;
- Ilva di Taranto;
- La Russa contro Berlusconi;
- Di Pietro.
Sintesi: i nostri giornali sono pieni di fatti e fatterelli nazionali, polemiche e polemichette nazionali, ammorbanti discussioni sui politici nazionali. Niente politica estera, pochissima politica europea. Volete capire qualcosa del mondo? Non trovate quasi niente sulla provinciale, stracca e faziosa stampa italiana. Ma oggi se non si vive nel mondo non si vive; non si può restare nel nostro buchetto a discutere di Fini o di Di Pietro fino alla nausea senza capire che ciò che accade in Egitto - per esempio - influenzerà grandemente la nostra vita.