Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Eccitante slancio politico di questi giorni (sempreché vi eccitiate in queste cose).
Monti sta pensando di auto-staccarsi la spina da solo e mandare tutti a votare ad Ottobre, per impedire lo scollamento autunnale della sua maggioranza con una lunga campagna elettorale fino a Primavera 2013. Quindi: legge elettorale appena decente entro Settembre (senza tanti bizantinismi, una roba semplice), scioglimento camere in quel mese, brevissima e fulminante campagna elettorale, voto a Ottobre e governo stabile (?) di natura politica per rassicurare i mercati.
I brividi non finiscono qui. Il toto-Berlusconi è da un po’ stabile sul “No, non si ricandida”, lasciando il povero Angelino col cerino in mano avendo acconsentito e anzi sostenuto tutto e il contrario di tutto, cercando di seguire le idee del capo senza venirne a capo. Ma i più spiazzati sarebbero i partiti del centro-sinistra, d’accordo su niente (alleanze, politica europea, temi etici) e costretti a vincere con non si capisce quale programma. Sulla politica economico-finanziaria il PD è distante da Di Pietro e Vendola ma vicino a Casini; sui tempi etici e spaccato a metà con posizioni che si sposano con quelle di Casini e altre con quelle di Vendola… Sia chiaro: se invece di votare a Ottobre si andrà a scadenza elettorale il PD non si chiarirà le idee ma avrebbe alcuni mesi ulteriori per farsi altro male.
Il PD è incapace di decidere una linea, una visione organica di mondo che voglia proporre agli elettori anche a costo di perdere qualche pezzo. Il suo leader è un brav’uomo, onesto e fragile, che non sembra in grado di lanciare il cuore oltre la barricata, correre qualche rischio ma far intravvedere un orizzonte virtuoso, progressivo, capace di incanalare energie.
E così resteremo impantanati in un limbo che non è più la Seconda Repubblica (evviva!) ma è ben distante dalla Terza, qualunque cosa sia.
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