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Il blog di Claudio Bezzi
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    L’antagonismo possibile e quello utile

    Sfoghi veloci su Facebook e Twitter: “il figlio di Monti ha il posto fisso e io no”; “il lavoro è un diritto costituzionale, perché noi non ce l’abbiamo?”; “a casa questo governo di servi dei finanzieri”… e così via slogan e dichiarazioni apodittiche sulle ingiustizie del mondo e in particolare su quelle italiane. Potrei essere d’accordo oppure no. Dipende cosa c’è dietro queste frasi semplificativi, anzi: cosa c’è oltre, dopo lo sfogo. Perché - cari amici di Facebook e di Twitter e di tutti i network - vedo solo tre possibilità.

    1) Ci limitiamo al mero sfogo. Dietro le vostre denunce, dietro i vostri legittimi malesseri non c’è proprio nulla. Scrivete “Fornero al cimitero”, siete contenti di prendervi dieci “mi piace” dalla cerchia dei vostri amici, e semmai vi sembra pure di essere parte di un movimento antagonista. Vi informo che non lo siete. Le vostre parole non servono a nulla se non, in maniera marginale, a incattivirsi tutti un po’ di più senza cambiare assolutamente nulla della realtà che ci circonda.

    2) Facciamo la rivoluzione. Anche se sono un po’ avanti negli anni mi offro volontario, semmai potrò essere utile nelle retrovie, fatemi guidare il camion dei rifornimenti, qualcosa troveremo. Ho solo una condizione: mi spiegate come la facciamo, con chi e dove. La rivoluzione del proletariato è impossibile da almeno quarant’anni per estinzione del soggetto interessato, né mi pare di vedere una grande coscienza antagonista e rivoluzionaria in giro per il mondo. Sì, il mondo, perché come ci insegnano i padri del pensiero rivoluzionario la rivoluzione è internazionale oppure non è, non è certo pensabile di fare l’Italia dei soviet nell’Europa dell’Euro… 

    3) Miglioriamo il sistema che abbiamo. Lo so che ha un fascino romantico prossimo allo zero, ma è la soluzione dei socialdemocratici (ma anche dei liberali, estinti in Italia) che sanno che il sistema capitalistico, mercantilista, neocolonialista e speculativo-finanziario non è eliminabile ma che - in un certo modo - ha in seno alcuni strumenti di auto-controllo e miglioramento che si chiamano democrazia, regole, controlli, trattati. Il Moloch capitalista è mostruoso, potentissimo, cangiante e spietato. L’idea socialdemocratica è confusa, lenta e impone continui sacrifici e volontà d’azione, ma esempi nel mondo di un discreto e accettabile successo mi pare ci siano.

    Ora decidete voi cosa volete fare ma, per favore, se siete a favore della soluzione 1 (puro sfogo parolaio senza costrutto) cancellatemi dagli amici di Facebook perché mi annoiate.

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