Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
L’India appare, nell’immaginario collettivo degli Occidentali, il luogo della pace mistica, dei santoni, del Taj Mahal e del Gange. Fucina di contraddizioni, sì, fra la grande miseria e l’essere una potenza emergente, ma indubbiamente esotica e interessante: grande democrazia asiatica (si dice), con un tasso di laureati da paura, la bomba atomica e una guerra permanente non dichiarata col Pakistan.
L’India è emersa come nazione concreta e non idealizzata coll’attuale caso dei due fucilieri di marina detenuti illegalmente (secondo le autorità italiane), e di oggi è la notizia di altri due italiani rapiti da maoisti nello stato di Orissa (India nord-orientale).
Maoisti? In India? Sono in pochi a saperlo (l’immaginario di cui dicevo crea un velo idealizzato, e i nostri quotidiani hanno troppo da fare dietro le beghe di Alfano e della Lega - o del PD e Bersani se preferite - per dare informazioni sul mondo) ma un terzo circa del territorio indiano è in mano a bande di ladroni tagliagole che si rifanno a una presunta ideologia maoista per padroneggiare, uccidere, stuprare senza che le autorità locali abbiano alcuna possibilità di intervento. Se volete saperne di più leggete queste corrispondenze dall’India pubblicate su Newsweek:
Caricando