Il blog di Claudio Bezzi
che parla di diritti, laicità, politica, letteratura. E di un cane.
Monti dice “no” e non firma la garanzia finanziaria richiesta dal Cio per ammettere la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.
L’abbiamo scampata bella!
Ovviamente capisco le ragioni dei sostenitori. Intendo dire le intenzioni oneste: prestigio per l’Italia, movimento di denari consistente anche in termini di PIL, lavoro per un bel po’ di addetti. Ma a mio parere le ragioni del no godono di un primato, quello della realtà dell’oggi: oggi siamo in profonda crisi economico-finanziaria, recessione, calo industriale, con debito pubblico mostruoso e le immagini della Grecia davanti ai nostro occhi. L’idea che la scommessa-olimpiadi possa, fra diversi anni, produrre ricchezza certa è indimostrabile, e va ricordato come fra le tante cause del disastro greco ci siano anche le faraoniche spese per le loro olimpiadi di qualche anno fa.
Io per soprammercato ci metto anche il fatto che - come dire? - conosciamo i nostri polli, quelli che pascolano nella palude putrida della seconda repubblica degli appalti truccati, delle risate per la ricostruzione dell’Abruzzo e dei figli nipoti amanti imbucati senza criterio e senza vergogna. Insomma: non siamo ancora diventati normali, Monti non ce l’ha fatta a farci diventare normali in soli due mesi…
Aspettiamo. Ci saranno altre olimpiadi alle quali candidarsi.
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